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Instagram: bug privacy, richiesta carta identità, feature nascoste, novità rilasciate

Instagram continua nell'implementare, sotto traccia, le due funzioni su cui punta maggiormente, le Storie ed i Reels: il tutto mentre due nuovi problemi in tema di riservatezza personale rischiano di sommergere la celebre piattaforma di photo-sharing che, comunque, non si sarebbe sottratta dal cimentarsi in un roll-out soft di migliorie concrete.

Software e App
Pubblicato il 15 agosto 2020, alle ore 23:09

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Instagram: bug privacy, richiesta carta identità, feature nascoste, novità rilasciate

Instagram, nota come piattaforma di photo-sharing, accessibile via web ma soprattutto mediante app per smartphone, dai quali guadagna la maggior parte dei contenuti (foto e video) condivisi, attualmente impegnata sullo sviluppo di nuove funzionalità, è risultata esser coinvolta in un nuovo pesante scandalo sulla privacy, proprio nel mentre si accingerebbe a prendere una decisione, in ottica sicurezza, che potrebbe impattare non poco sulla riservatezza dei suoi utenti. 

Lo scorso anno, il microblog Twitter finì nei guai, a seguito di una segnalazione del security analyst Karan Saini che, nello scaricare i propri dati dal celebre portale, si ritrovò il backup di un anno inclusivo financo di messaggi giunti da account che non erano più attivi, nonostante il regolamento del canarino azzurro spieghi come, a 30 giorni dalla richiesta di disattivazione e cancellazione di un profilo, ne saranno rimosse tutte le tracce dai server dell’azienda di Jack Dorsey. Qualcosa di simile è accaduto anche a Instagram, già reduce da un altro recente scandalo in tema di privacy.

La scoperta della nuova falla di sicurezza si deve al ricercatore indipendente Saugat Pokharel che, nello scaricare i propri dati da Instagram (tramite uno strumento introdotto nel 2018 in ossequio al regolamento del GDPR europeo), ha trovato nel backup anche messaggi privati e foto che aveva precedentemente, anche più di un anno prima, cancellato: ciò, nonostante Menlo Park dichiari che, dopo 90 giorni, la cancellazione dei contenuti diventi effettiva sui propri server. 

Per fortuna, seppur dopo un notevole lasso di tempo (la segnalazione tramite il programma di Bug Bounty è stata fatta lo scorso Ottobre), l’inconveniente, a quanto pare dovuto a un bug, è stato risolto, come dichiarato lo scorso giovedì dalla piattaforma che, nel ringraziare Pokharel (con un premio di 6.000 dollari), ha assicurato di non aver avuto riscontri che il problema emerso abbia dato adito a violazioni ai danni degli utenti. 

Dalla sezione tecnologica del portale online hindustantimes, giunge un’altra notizia relativa a Instagram destinata a far discutere non poco. A quanto pare, Menlo Park, onde frenare l’azione dei bot, suscettibili di manipolare il noto photo-sharing (come già accaduto nel 2016, in base a un dossier del Senate Intelligence Committe), avrebbe deciso di richiedere, presto, che alcuni utenti verifichino il proprio essere reali, fornendo un documento d’identità, aggiungendo che, in caso di domanda inascoltata, l’account in questione potrebbe essere disattivato o penalizzato nel NewsFeed, a livello di ranking, nella visibilità dei suoi post. Onde placare eventuali polemiche, la piattaforma di Adam Mosseri avrebbe sottolineato come tale misura, presente anche su Facebook per i gestori di Pagine popolari, coinvolgerebbe solo pochi account, ovvero quelli i cui follower provengano per lo più da altri paesi (rispetto a quello dell’account sotto osservazione), senza trascurare quelli coinvolti in azioni coordinate, o contraddistinti da routine tipiche di un bot (es. postare sempre a precise ore). 

Capitolo a parte, i rumors relativi a novità sulla cui introduzione non v’è certezza. Anche Instagram, come WhatsApp, è solita sperimentare in modo occulto molte funzionalità che, però, spesso grazie ai leaker, come accaduto di recente con Alessandro Paluzzi, vengono individuate anzitempo. Nelle scorse ore, l’esperto indagatore del codice ha appurato anche che sarà possibile disattivare, via selettore collocato nelle impostazioni dell’account, la funzione che predispone delle didascalie per le Storie e, in più, che, volendolo, si potrà anche condividere l’audio adoperato nei Reels (rulli). 

Infine, le novità ufficialmente rilasciate. In alcune zone del mondo, secondo quanto rendicontato da The Verge, gli utenti di Instagram hanno confermato d’aver ricevuto un pop-up nel quale li si avvisa di alcune migliorie ottenibili con un aggiornamento: in particolare, nello scorrere i messaggi, cui si potrà rispondere con più emoji, anche swippandoli di lato, gli stessi degradano cromaticamente dal blu al viola. L’icona dei messaggi privati DM è stata cambiata con quella di Messenger sebbene, anche a fronte di quel che sostiene il comunicato (“chatta con gli amici che usano Facebook“), non sia ancora possibile inviare messaggi ai contatti del social

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - Rumors su nuove funzionalità a parte, e migliorie parzialmente rilasciate, per Instagram prevedo non poche polemiche: il bug appena ammesso è di quelli belli grossi, e non è neanche l'unica violazione della privacy riscontrata di recente a suo carico. Anche il richiedere la carta d'identità, in un social che rispetto a Facebook, permette l'uso di nickname, potrebbe esser vista come un'indebita ingerenza nelle questioni personali degli utenti...

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