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Alexa: Amazon porta il suo assistente virtuale su nuovi device, e le fa leggere le notizie come un anchorman

Nel corso degli ultimi tempi, l'assistente virtuale Alexa ha conosciuto un'espansione impressionante: portata in Italia come app e tramite gli speaker smart di Amazon, è in procinto di arrivare su molti altri device, e di acquisire nuove "umane" capacità.

Hi-Tech
Pubblicato il 22 novembre 2018, alle ore 12:00

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Alexa: Amazon porta il suo assistente virtuale su nuovi device, e le fa leggere le notizie come un anchorman

Tra i protagonisti dell’hi-tech di maggior crescita dell’ultimo periodo, è impossibile non citare Alexa, l’intelligenza artificiale – made in Amazon – vera antagonista della Siri cupertiniana, e dell’Assistant googleiano (Cortana, ormai, è destinata a diventare una sorta di Clippy 2.0). Le novità delle ultime settimane segnano diverse, ulteriori, tappe d’espansione della voce dell’e-shopping mondiale. 

Nonostante Google abbia lanciato da poco il suo Google Wi-Fi, per aumentare la copertura dell’internet domestico via tecnologia Mesh, è Netgear – con la linea Orbi – ad aver vantato le prime soluzioni in merito: a quelle già esistenti, si è aggiunto l’Orbi Voice che, in sintesi, è un mix tra un Google Home, uno smart speaker, e – appunto – un Google Wi-Fi: non solo amplia (a 418 mq) e velocizza (a 3 Gbps) la copertura internet di casa, ma offre anche due Gigabit Ethernet per collegare via cavo due device, supporta Alexa tramite 4 microfoni per la ricezione remota, e fa da speaker con un’acustica ottimizzata Harman Kardon. Visto ad IFA 2018 quale base per creare o ampliare una rete Mesh, onde migliorare la copertura dell’internet domestico, l’Orbi Voice arriverà in Italia entro fine anno con un prezzo che dovrebbe oscillare tra 300 e 350 euro.

Entro fine anno arriverà anche un singolare all-in-one di HP, animato dall’app pre-installata di Alexa: il computer avrà un maxi schermo curvo da 34 pollici, una fotocamera superiore retrattile, per Skype, ed una base molto ampia, necessaria ad ospitare l’hardware che vi verrà inserito, oltre che il LED azzurro incaricato di segnalare il funzionamento di Alexa. I primi test sul prodotto, eseguiti dai colleghi di The Verge, hanno rilevato criticità nella privacy, attestato che manca un pulsante fisico per lo switch on-off di Alexa, e per la ricezione dei comandi vocali da parte di quest’ultima quando sfruttata in stanze affollate con un forte rumore di fondo.

Agli inizi del nuovo anno, invece, dovrebbe esservi – magari in occasione del CES 2019 di Las Vegas – l’invasione degli accessori Bluetooth compatibili con Alexa: ne dà notizia il colosso di Seattle il quale ha dichiarato conclusa l’esclusiva del kit Alexa Mobile Accessory (AMA) per i brand Sony, Jabra, e Bose: ora, messo a disposizione di tutti i produttori, quest’ultimo permetterà loro di far interagire i servizi di Alexa ed il software dei loro device BT in modo più semplice, senza dover passare per l’implementazione di un intermediario software (app o skill ad hoc). 

Da Microsoft, invece, è arrivata la conferma che, ora, Alexa è in grado di gestire Skype, in modo che – tramite i comandi vocali impartiti ad uno speaker o display smart Amazon (come l’Echo, lo Show, o il Dot, acquistabili anche in Italia) sia possibile far partire una chiamata, audio o video, verso un contatto Skype o un numero di telefono dettato a voce. Per far provare la funzionalità, in arrivo in diversi paesi ma già attiva in India, Nuova Zelanda, Australia, UK, Canada, Irlanda, e USA, Microsoft ha regalato – agli proprietari di gadget Echo iscritti a Skype – 200 minuti di telefonate bimestrali (100 al mese) effettuabili verso 34 paesi del globo.

Giorni fa, molti media riportarono la notizia del primo giornalista virtuale cinese, capace di leggere le news dell’ultim’ora come un anchorman in carne e ossa. Alexa, presto, potrà fare lo stesso, ad esempio da uno speaker Echo Dot, grazie all’imminente roll-out della tecnologia neural text-to-speech: quest’ultima, in pratica, tramite il machine learning applicato a stralci di notiziari tv e radio, ha permesso di comprendere i pattern secondo cui i mezzibusti professionisti leggono le notizie, in modo che Alexa sarà in grado di fare altrettanto, persino impostando la voce, e non con l’attuale meccanico sistema della “sintesi concatenativa”. 

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - Perbacco: non l'avrei mai detto. Quando nacque, Alexa era qualcosa di non ben definito ma, in poco tempo, ha saputo guadagnarsi una credibilità notevole, mostrando concrete capacità e skill operative, e sbarcando in sempre più paesi e su sempre più dispositivi. Non è un caso che Microsoft l'abbia portata anche su Windows, trasformando Cortana in un sorta di ricerca migliorata!

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