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Facebook: ipotesi cambio nome, nuove multe, ostilità progetto criptovaluta

Nonostante le tante novità emerse negli scorsi giorni, Facebook potrebbe ancora stupire il mondo con la novità più grande, cambiar nome, anche per focalizzarsi sul Metaverso, che sembra essere la nuova frontiera del suo sviluppo (fustigato da multe e polemiche

Internet e Social
Pubblicato il 20 ottobre 2021, alle ore 20:26

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Facebook: ipotesi cambio nome, nuove multe, ostilità progetto criptovaluta

Dopo le novità annunciate nelle scorse ore, in tema di crossposting e di portafoglio digitale Novi, Facebook, per altro fustigata da nuove polemiche e multe, non avrebbe esaurito i botti massmediali e, anzi, ne avrebbe ancora di interessanti in serbo.

A esserne convinta è una fonte informata dei fatti che ha passato interessanti informazioni al portale The Verge, secondo le quali l’azienda di Menlo Park potrebbe seguire la strada intrapresa da Google e Snapchat, cambiando nome. Il colosso dei motori di ricerca, nel 2015, per distinguersi dal suo prodotto originario, visto che si occupava anche di smartphone, di auto a guida mobile, di connettività, e considerando che avrebbe tentato anche la scalata al gaming, si ribattezzò in Alphabet, ponendo sotto la sua ala vari servizi, tra cui appunto Google Search.

Qualcosa di simile ha poi fatto nel 2016 Snapchat di Evan Spiegel che, in concomitanza col varo del suo primo paio di occhiali smart, gli Spectacles, si trasformò in Snap Inc, annoverando sotto il suo controllo software (Snapchat) e hardware (appunto Spectlacles). Facebook, a quanto pare, potrebbe fare qualcosa di simile, annunciando decisioni in merito al prossimo evento Connect fissato per il 28 Ottobre.

In quell’occasione, Mark Zuckerberg potrebbe svelare un nuovo nome per la sua azienda, per vari motivi, tra cui quello di smarcarsi dal pressing delle autorità e delle polemiche recenti è solo uno dei tanti: con un nome diverso, l’azienda di Menlo Park si distinguerebbe dal social in blu, che è solo uno dei tanti servizi che controlla, vista la presenza nel suo paniere anche di WhatsApp, Instagram e Messenger, senza contare l’impegno nell’hardware attraverso i visori Oculus e gli smart display Portal. Non meno importante, e anzi potenzialmente la ragione madre, visti i recenti investimenti promessi nel settore (10mila assunzioni in Europa) e la costituzione di un team con a capo (come CTO) Andrew Bosworth (che si occupava di VR e AR presso Facebook), vi potrebbe essere l’intento di mettere in evidenza il focus verso il Metaverso (ambiente virtuale in cui traslare i propri servizi) che, non a caso, secondo Zuckerberg stesso, “sarà anche il prossimo grande capitolo per la nostra azienda“. In tal caso, si specula sulla possibilità che il nome possa contenere riferimenti ad Horizon, l’ambiente virtuale per i visori Oculus Rift / Quest poi ribattezzato Horizon Worlds.

Nell’attesa di saperne di più sul prossimo maquillage di Facebook, il colosso dei social ha ricevuto un “uno due” se non da knock out, abbastanza forte da togliere il sonno ai colletti bianchi di Menlo Park. Nelle scorse ore, una pattuglia di senatori democratici USA, tra cui l’agguerrita “spacchettatrice” di colossi hi-tech Elizabeth Warren, ha firmato una lettera formale indirizzata a Facebook con la quale si chiede all’azienda in questione di non portare avanti il suo impegno nel mondo delle criptovalute, nonostante l’esordio avvenuto ieri, in modo limitato e monco, del suo portafoglio digitale Novi. 

In più, dal Regno Unito è giunta notizia secondo cui la locale autorità antitrust, non avendo preso bene la mancata collaborazione di Facebook (cui erano state chieste delle info in merito) in vista dell’autorizzazione (non ancora concessa) all’acquisizione (nel Maggio 2020, per 400 milioni di dollari) di Giphy, avrebbe comminato all’azienda di Zuckerberg una multa di 50.5 milioni di sterline, pari a circa 60 milioni di euro. A tale multa se n’è aggiunta un’altra, da 500.000 sterline, sempre dal medesimo ente, il CMA, per aver sostituito senza autorizzazione i suoi responsabili di conformità (Chief Compliance Officer). 

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - Una volta mi sarei stupito maggiormente, ma dopo quanto fatto analogamente da Snapchat e Google, credo che tutto sia possibile anche che l'azienda Facebook cambi nome: sulle multe, visti gli incassi annuali che ha Facebook, credo che siano solo il solletico. Idem per le lettere firmate volte a frenare l'esordio di Diem-Novi.

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