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WhatsApp: in beta novità per i micropagamenti, problemi con le autorità tedesche

Alle prese con lo sviluppo di ulteriori novità (non ancora palesi) in tema micropagamenti, WhatsApp è stata chiamata in causa dalle autorità tedesche per la tutela dei dati personali, in merito alla ventura condivisione dei dati degli utenti con Facebook.

Software e App
Pubblicato il 15 aprile 2021, alle ore 11:51

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WhatsApp: in beta novità per i micropagamenti, problemi con le autorità tedesche

Diffusa in gran parte del mondo come principale sistema di comunicazione personale, con un vero e proprio boom nelle conversazioni video causa lockdown da coronavirus, WhatsApp punta a introdurre novità in tema di micropagamenti anche in Brasile, come confermato dai leaker. Nel frattempo, tuttavia, non conoscono tregua le polemiche relative all’entrata in vigore delle sue nuove policy d’uso e privacy. 

Ormai da tempo WhatsApp ha chiarito l’intenzione di cambiare le proprie policy di servizio e di privacy, anche se l’entrata in vigore delle nuove norme, che prevedono la condivisione dei dati degli utenti con Facebook, per quel che concerne le chat aziendali, è stato rinviato dalla prima data scelta, l’8 Febbraio, al prossimo 15 Maggio, con diverse precisazioni giunte nel frattempo (anche via Status) da Menlo Park, secondo cui gli utenti europei non saranno coinvolti dalle nuove policy che, in ogni caso, non cambieranno la privacy, sempre protetta dalla crittografia end-to-end, delle chat che saranno intraprese con amici, conoscenti, e parenti. 

A quanto pare le tante rassicurazioni fornite dalla nota chat app non sono bastate alle istituzioni, come dimostrato dal Garante tedesco per la privacy che, dal quartier generale di Amburgo, ha fatto sapere d’aver avviato un procedimento d’urgenza contro Facebook Ireland, rappresentante continentale del social, lamentando una “mancanza di consenso volontario e informato” e un “uso improprio dei dati degli utenti“: l’obiettivo è arrivare, al netto delle ragioni che Facebook potrà portare in sede di udienza, a un ordine che impedisca alla piattaforma di acquisire ed elaborare i dati degli utenti whatsuppiani (aspetto che sta particolarmente a cuore anche alle autorità teutoniche, posto che WhatsApp risulterebbe adottata localmente da circa 60 milioni di utenti). 

In attesa di conoscere l’esito della vicenda, in merito alla quale Facebook ha già ribadito le sue posizioni, WhatsApp continua a lavorare su un sistema di micropagamenti per utenti e piccole aziende e, dopo aver distribuito WhatsApp Payments in India, ha iniziato a preparare qualcosa del genere anche in favore degli utenti brasiliani.

A darne conferma sono sia il CEO della piattaforma, Will Cathcart (Will Cathcart@), secondo il quale la banca centrale brasiliana ha concesso alla nota chat app la licenza di pagamento, sia i leaker di WABetaInfo che, analizzando la beta 2.21.8.10 WhatsApp per Android, vi hanno scorto tracce di un sistema che consentirà di elaborare un report sui pagamenti effettuati via WhatsApp. Il report in questione potrà essere scaricato entro un’ora dalla richiesta e solo previo fornitura del proprio codice fiscale, vista la sensibilità dei dati ivi compresi, e andrà condiviso cautelativamente solo con persone e applicazioni fidate. 

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - Credo che per WhatsApp non sarà facile distribuire globalmente un sistema di micropagamenti, che pure sarebbe invero molto utile agli utenti finali: come dimostrato dalle iniziative istituzionali in Germania, v'è molta diffidenza nei riguardi del colosso di Menlo Park, sia per come utilizza i dati, avendone troppi sotto il suo controllo, che per come li protegge (basti vedere quanto capitato alle info di oltre 500 milioni di utenti del social, finite pubblicamente sul web).

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