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WhatsApp familiarizza col Nokia 8110, vara un servizio anti-bufale, ed incrementa l’utilizzo in chiave professionale

WhatsApp sbarca su un celebre feature phone Nokia, seppur a partire dall'India, dove l'app in verde si è dotata di un servizio anti-bufale ad hoc: intanto, in ottica professionale, arriva anche un portafoglio di criptovalute per l'invio di micro-pagamenti.

Software e App
Pubblicato il 2 aprile 2019, alle ore 20:01

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WhatsApp familiarizza col Nokia 8110, vara un servizio anti-bufale, ed incrementa l’utilizzo in chiave professionale

WhatsApp, l’applicazione di messaggistica istantanea che ha soppiantato i vecchi SMS/MMS e portato al fallimento il progetto della rivale googleiana Allo (di recente chiusa come il social Google Plus), nelle scorse ore si è imposta all’attenzione per una miriade di piccole ma importanti novità, che ne segnano un deciso perfezionamento, come estensione e funzionalità.

Era dal Luglio scorso che si vociferava dell’arrivo di WhatsApp sul banana phone Nokia 8110 (un telefono base, con Wi-Fi, Bluetooth, 4G, NFC, ed il sistema operativo KaiOS) e, dopo il falso allarme dello scorso Gennaio, la cosa è puntualmente avvenuta, seppur inizialmente in India, come appena confermato da alcuni utenti del posto. A questo punto, è probabile che un’analoga, fortunata, sorte – nei prossimi mesi – tocchi anche ai possessori nostrani del device, attualmente prezzato sui 66 euro (nella variante nera). 

In ambito professionale, invece, è emerso che l’italiana Kaleyra (ex Ubiquity) ha incluso WhatsApp Business (via API) tra i servizi che le aziende (banche e pmi) possono utilizzare, al pari di SMS, mail, e telefonate, per interagire con i clienti all’interno dell’hub, cloud based, Hexa. 

Si è spesso parlato dell’intenzione di Facebook si creare una propria criptomoneta, e di integrare in WhatsApp (cosa realmente avvenuta a partire dall’India) un sistema di micropagamenti tra utenti (analogamente a WeChat). Ad anticipare questa soluzione proprietaria ci ha pensato, secondo quanto rende noto la rivista Express.co.uk, la start-up spagnola Wuabit che ha quasi del tutto integrato, via bot intelligente, il suo wallet per BitCoin all’interno delle singole chat: tra non molto, basterà digitare, in una conversazione, “invia 0.05BTC a…” perché avvenga un trasferimento istantaneo di valore, senza dover abbandonare l’app di messaggistica. 

Nella popolosa (1.3 miliardi di abitanti) India, internet si è diffuso molto velocemente, grazie ai telefoni low cost cinesi ed al calo dei prezzi per i GB del traffico dati, con la conseguenza che WhatsApp si è trovata in breve a gestire più di 200 milioni di utenti locali. Ora, in tempo di elezioni nazionali, l’app di Menlo Park e la start-up indiana Proto hanno lanciato – localmente – un’iniziativa per combattere la propagazione delle notizie false: in sostanza, il progetto, che permetterà anche di approfondire la questione (le aree con maggior circolazione di bufale, le persone più propense a credervi, la tipologia di disinformazione più coinvolgente), funzionerà (in inglese e nei vari dialetti del posto) grazie ad una speciale numerazione alla quale gli utenti invieranno articoli e link sospetti, ricevendone in cambio un giudizio (falso, vero, incerto, contestato, fuorviante) motivato con tutte le informazioni disponibili in merito. 

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - Speriamo che WhatsApp arrivi anche sui feature phone italiani, da molti snobbati proprio per l'assenza della famosa app di messaggistica: quest'ultima - d'altro canto - fa lenti ma costanti passi anche verso il settore professionale, grazie ad iniziative, però, di terze parti. Un servizio come quello dell'indiana Proto sarebbe utilissimo anche in Italia, dacché la disinformazione che circola via WhatsApp è ormai diventata impressionante, difficilmente arginabile col solo silenziamento dei contatti molesti.

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