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Redmi Note 9 Pro 5G, Redmi Note 9 5G e Redmi Note 9 4G: ufficiali con specifiche e prezzi

Arrivano sul mercato, partendo da quello interno cinese, i due nuovi medio-gamma di Redmi, con lo spin-off accessibile di Xiaomi che, per l'occasione, ha conferito la connettività 5G ai quindi rinnovati Redmi Note 9 Pro 5G e Redmi Note 5G, senza trascurare qualche variazione tecnica per il Redmi Note 9 4G.

Smartphone e Tablet
Pubblicato il 26 novembre 2020, alle ore 18:48

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Redmi Note 9 Pro 5G, Redmi Note 9 5G e Redmi Note 9 4G: ufficiali con specifiche e prezzi

Varata a inizio primavera, la serie Redmi Note 9, si è in breve tempo arricchita di diversi modelli, tutti con 4G, tra cui i Note 9 Pro e 9 Pro Max, ed i Note 9 e Note 9S. Ormai matura la tecnologia mobile 5G, che ha avuto anche modo di diffondersi ulteriormente nel mondo, è venuto il momento di ampliare l’assortimento dei menzionati Note, con lo spin-off low cost di Xiaomi che, in tal senso, ha appena presentato in Cina i nuovi Note 9 Pro 5G e Note 9 5G (disponibili dal 1° Dicembre) e una diversa versione (già in vendita) del Note 9 4G. 

Praticamente uno Xiaomi Mi 10T Lite, il Redmi Note 9 Pro 5G (165,38 x 76,8 x 9 mm, per 215 grammi) ha uno chassis impermeabile (IP53) colorato, con finitura posteriore opaca, e vetro anteriore/posteriore Gorilla Glass 5, con uno scanner per le impronte digitali delegato al frame laterale.

Il display, un pannello LCD IPS FullHD+ da 6,67 pollici, con refresh rate (adattivo, cioè capace di adeguarsi al contenuto riprodotto, onde agevolare la batteria) da 120 Hz, e frequenza di campionamento da 240 Hz, forato al centro in alto per la selfiecamera, da 16 megapixel (stabilizzazione elettronica). L’oblò sul retro ingloba un bumper squadrato atto a perimetrare una quadcamera, da 108 (Samsung HM2, sensore da 1/1,52″, f/1.75, 7 lenti, foto a risoluzione piena o via pixel binning 9-in-1 a 12 megapixel con pixel portati a 2.1 micron, scatti con poca luce migliorati via Super Night View 2.0Dual Native ISO, zoom via crop, modalità Clone, filtri Movie, video sino al 4K@30fps), 8 (ultragrandangolo a 120°, f/2.2), 2 (macro), 2 (profondità). L’accompagnamento multimediale procede con due speaker stereo amplificati in modo intelligente, il jack da 3.5 mm, e il motorino per la vibrazione lineare Mi Haptic. 

A coordinare il tutto sotto il punto di vista software, coperto dall’interfaccia MIUI 12, è Android 10 mentre, sul piano hardware, sotto l’egida di un sistema di raffreddamento a liquido, interviene il processore octacore (2.2 GHz) processore Snapdragon 750G che, affiancato dal chip grafico Adreno 619 e da quello (NPU) per l’intelligenza artificiale, viene supportato da 6 od 8 GB di RAM, con lo storage (UFS 2.2) stabilito nelle pezzature da 128 o 256 GB, ambedue espandibili (sacrificando la seconda SIM), in modo da dar vita agli allestimenti da 6+128 GB (1.599 yuan, o 204 euro), 8+128 GB (1.799 yuan, o 230 euro), e 8+256 GB (1.999 yuan, 255 euro).

Autonomo per un paio di giorni, grazie alla batteria da 4.820 mAh caricabile rapidamente, a 33W, via microUSB Type-C, il Redmi Note 9 Pro 5G si avvale delle connettività Dual SIM con il 5G standalone e non, del 4G VoLTE HD, del GPS (A-GPS, Beidou, Glonass, Galileo, QZSS) dual frequency, del modulo NFC, dell’emettitore di infrarossi, del modem per il Wi-Fi ac dual ed il Bluetooth 5.1 (AAC, LHDC, LDAC). 

Sempre in Cina, Redmi ha presentato anche il meno prestante Note 9 5G (161,96 x 77,25 x 9,2 mm, per 199 grammi). Quest’ultimo, dotato di rivestimento idrorepellente, pone il foro nell’angolo di sinistra, per la selfiecamera da 13 megapixel, lasciando il resto della superficie al display LCD IPS da 6.53 pollici, risoluto in HD+, con 60 Hz di refresh rate, 19.5:9 di screen-to-ratio, protetto da un vetro Gorilla Glass 5: il retro, confermando l’oblò centrale, vi pone una tripla fotocamera, da 48 (principale, sensore da 1/1.2”, f/1.79, pixel binning 4-in-1, video anche in 4K@30fps), 8 (ultragrandangolo da 118°, f/2.2), 2 (macro) megapixel, mentre l’audio conserva lo speaker stereo del fratello maggiore. 

L’arrivo della connettività 5G (in qesto modello su ambedue le SIM) è qui affidato non a Qualcomm, ma a MediaTek, che ha portato in dote l’octacore Dimensity 8000U, capace comunque di un boost prestazionale del 100% sul Note 8, presente nell’array logico assieme alla GPU Mali-G57 MC3: la RAM, da 6 od 8 GB, e lo storage (UFS 2.2, espandibile con slot microSD dedicato) da 128 e 256 GB, danno invece vita alle combinazioni da 6+128 GB (1.299 yuan, 166 euro) 8+128 GB (1.499 yuan, 191 euro), 8+256 GB (1.699 yuan, 217 euro). Cresce la batteria, e quindi anche l’autonomia, con una capienza da 5.000 mAh, prontamente e rapidamente rabboccata, a 18W via Type-C (con caricatore, incluso in confezione, da 22,5W). Sempre animato da Android 10 sotto MIUI 12, anche il Redmi Note 9 prevede le stesse connettività di bordo del Note 9 Pro 5G.

Chiude il novero degli smartphone presentati, la rivisitazione del Redmi Note 9 4G (162,3 x 77,28 x 9,6 mm, per 198 grammi). Da non confondersi col modello visto in India diversi mesi fa, il nuovo arrivato ha un design più consueto, con un notch a goccia, per la selfiecamera, da 8 (f/2.0) megapixel, posta in cima al display, da LCD HD+ da 6.53 pollici, con 60 Hz di refresh rate, sito dietro lo scudo di un vetro protettivo Gorilla Glass 3

Nel nuovo modello scendono in campo il processore octacore (2.0 GHz) Snapdragon 662, e la GPU Adreno 610, con lo storage da 128 GB abbinabile a 4 (999 yuan o 127 euro), 6 (1.099 yuan o 140 euro), od 8 GB di RAM (1.299 yuan o 166 euro), e quello da 256 GB associato, invece, solo a 8 GB di RAM (1.499 yuan, o 191 euro). 

Sul retro, il sensore principale da 48 (f/1.79) e quello ultragrandangolare (120°, f/2.2) da 8 fanno compagni al sensore per la profondità, da 2 (f/2.4) megapixel, all’interno di una configurazione a semaforo verticale, a sinistra. Rimangono, rispetto ai modelli con 5G di cui sopra, gli speaker stereo.

Il roster delle connettività del Redmi Note 9 4G, come intuibile, mette solo l’LTE 4G al servizio del Dual SIM, accompagnandolo col GPS (A-GPS, Beidou, Galileo, Glonass), col Wi-Fi ac, il Bluetooth 4.2, l’emettitore di infrarossi, il jack da 3.5 mm, e la microUSB Type-C per la ricarica veloce a 18W (con caricatore da 22.5W) della batteria, da 6.000 mAh

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - Considerando la piccola differenza di prezzo tra i due modelli, è facile consigliare di convergere direttamente sul Note 9 Pro 5G che, in più, sembra avere una fotocamera principale assai ben ottimizzata e più potente: oltretutto, guardando alla scheda tecnica in generale, è il modello Pro quello più adatto al gaming. L'estetica dei due modelli 5G è quasi identica, e l'autonomia (pronta a ripristinarsi) non dovrebbe deludere in nessun caso. Curiosa, infine, la scelta, un po' confusionaria, di eseguire delle variazioni per il Note 9 4G che, in fondo, era già stato varato in India, con buoni risultati.

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