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Ecco la Xiaomi Mi 10T family: standard, Pro e Lite ufficiali

Arrivano, dopo una lunga attesa, ed i completi spoiler dei giorni scorsi, i nuovi top gamma Xiaomi Mi 10T standard e Pro, ed il medio-gamma Xiaomi Mi 10T Lite, con grande attenzione a creatività, design, autonomia, e potenza.

Smartphone e Tablet
Pubblicato il 30 settembre 2020, alle ore 17:05

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Ecco la Xiaomi Mi 10T family: standard, Pro e Lite ufficiali

L’atteso evento “Power Your Creativity” di Xiaomi ha appena avuto luogo, grazie ad uno streaming condotto in gran parte dal direttore esecutivo di Xiaomi, Shou Zi Chew che, nel corso della kermesse global, andata in onda senza pubblico, ha presentato (beneficiaria di diverse promozioni) la nuova serie di smartphone Xiaomi Mi 10T, a completamento dei già noti Mi 10 e Mi 10 Pro, e Mi 10 Lite

Xiaomi Mi 10T Pro (165.1 x 76.4 x 9.33 mm, per 218 grammi, dal 15 ottobre), nelle colorazioni Lunar Silver, Cosmic Black, ed Aurora Blue, presenta sia il frontale che il retro dello chassis, resistente agli schizzi d’acqua (LiquidCool), protetti dal vetro Gorilla Glass 5: davanti, un foro in alto a sinistra innesta la selfiecamera da 20 megapixel (sensore da 1/34, f/2.2, pixel da 0.8 micro, selfie notturni, slow motion video da 120 fps, selfie time-lapse), con AI Face Unlock, all’interno del display, un LCD IPS da 6.67 pollici, con risoluzione FullHD+ secondo un rapporto a 20:9, estremamente luminoso (600 nits di punta, 500 di default), contrastato (1500:1), attento ai colori (DCI-P3) e fedele nel renderli (“true color” grazie ai valori Delta E a 0.63 e Jncd a 0.39), ideale per guardare i video (HDR10, MEMC per rendere i movimenti fluidi), ma anche per il gaming (punte di 144 Hz, con refresh rate adattivo “adaptive sync” per preservare la batteria), senza mai stressare la vista (Eye care contro la luce blu, Reading mode 3.0 per l’effetto carta, Sunlight mode 3.0 per rendere il display sempre leggibile grazie al sensore di luce a 360°). 

Ideale per fruire i contenuti, nei quali immergersi anche grazie al motorino aptico lineare ad asse X, ed alla coppia di speaker stereo per l’audio 3D con certificazione Hi-Res, lo Xiaomi Mi 10 Pro è adatto anche per creare i contenuti: in tal senso scende in campo la coppia di microfoni per registrare un audio immersivo, e la tripla fotocamera posteriore, formata da un sensore da 108 (sensore da 1/1.33, f/1.7, 82°stabilizzazione ottica, video in 8K@30fps ma anche a 4K@60 fps), da uno da 13 (ultragrandangolo a 113°, pixel da 1.12 micron, f/2.4), e da uno da 5 (macro, pixel da 1.12 micron, f/2.4) megapixel, attrezzata con diverse modalità creative per le foto, e i video.

Nel primo caso, grazie alla lunga esposizione, arrivano in dotazione diverse modalità: Light painting permette di ottenere suggestive scie di luce grazie a fonti luminose, un po’ come nella Neon trails che può riprendere i fanali delle auto, mentre Moving crowd mantiene il soggetto fermo con lo sfondo che si muove, Starry sky immortala la luce delle stelle, Star trails eternizza il movimento luminoso delle stelle, e Oil painting lascia sfumare un po’ i colori per imitare la pittura a olio. Non mancano i preset cromatici, con Cyber pink che conferisce alle immagini un aspetto futuristico, Black ice che crea combinazioni di colori simili ai film dei supereroi, e Gold vibes che farà credere d’essere in una gangster story in stile Gatsby, i photo cloni (per clonarsi nella stessa foto), e la modalità Sky skyping 3.0, che sostituisce il cielo dopo averlo analizzato. In tema di video, invece, è possibile avere i video cloni, le riprese dual video (ripresa davanti e dietro, affiancate in vari modi), i time lapse, e i Timed burst (ad es. l’immagine dell’universo in movimento resa in video). 

Oltre alla creatività, anche la potenza è stata curata, nel Mi 10T, con il processore octacore Snapdragon 865 che, oltre a portare in dote il modem per il 5G, mette in campo anche l’image signal processor Spectra 480 in supporto della tripla fotocamera, e la GPU Adreno 650, a disposizione operano non espandibili 128 (599 euro) o 256 GB (649 euro) di storage (UFS 3.1) associati a 8 GB di RAM (LPDDR5). Sul versante dell’autonomia, la batteria, da 5.000 mAh (20 ore di video, 14 di gaming), beneficia della ricarica rapida a 33W (100% in un’ora, con annesso caricatore ad hoc), e della tecnologia MMT (l’energia fluisce in due direzioni diverse, accorciando i tempi e riducendo il calore): nell’eventualità che si desiderasse ancora più energia, è possibile utilizzare un caricatore GaN (nitruro di gallio) da 65W (29.99 euro), grande la metà di uno con tecnologia di carica tradizionale, capace di rabboccare un Mi Note 10 Pro in appena 45 min. 

Completano la scheda tecnica del Mi 10T Pro, animato da Android 10 sotto l’interfaccia MIUI 12.0.4, lo scanner per le impronte digitali posto di lato, l’emettitore d’infrarossi, il led di notifica (nascosto nella cornice alta), e diverse connettività, tra cui il Dual SIM, il Wi-Fi 6 4×4 Mimo, il Bluetooth 5.1, la microUSB Type-C, e l’NFC.

Praticamente quasi uguale rispetto al modello Pro, il Mi 10T “liscio” (165,1 x 76,4 x 9,33mm, per 216 grammi, nuance Lunar Silver e Cosmic Black, dal 15 ottobre) se ne differenzia principalmente per la combinazione mnemonica, qui da 6 GB di RAM + 128 GB di storage (499 euro), e per il cambio nella triplice fotocamera posteriore che, pur scalando il sensore principale a 64 megapixel (sensore da 1/1.7″, f/1.89, pixel binning 4-in-1 per pixel da 1.6 micron, 79.8°), in compenso mantiene le funzionalità del modello maggiore. 

Chiude la rassegna il Mi 10T Lite (165.3 x 76.8 x 9mm, per 214.5 grammi, nei colori Atlantic Blue, Rose Gold Beach, Pearl Gray, dal 15 Ottobre per 64 GB, dal 1° Novembre per 128 GB). Quest’ultimo conserva lo stesso display degli altri due modelli, anche se presenta un refresh rate adattivo a 120 Hz: la selfiecamera, qui da 16 megapixel (f/2.45, 1 micron, selfie time lapse), è posta in un foro centrale mentre, sul retro, la quadcamera, centrale, pur conservando il già visto sensore da 64, lo affianca con un ultragrandangolare da 8 (f/2.2, 1.12 micron), un macro da 2 (a 4 cm, 1.12 micron, f/2.4), ed uno per la profondità da 2 (f/2.4) megapixel. A livello computazionale, a portare il 5G bada il processore octacore (2.2 GHz) Snapdragon 750G (con GPU Adreno 619), che può contare su una diversa RAM (LPDDR4X) da 6 GB, e su uno storage leggermente meno performante a seconda del taglio scelto (UFS 2.1 da 64 GB, con listino di 299 euro, e UFS 2.2 da 128 GB, prezzato a 399 euro). La batteria pur caricandosi sempre a 33 W via caricatore annesso, cala leggermente a 4.820 mAh

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - Davvero notevole questo terzetto di smartphone che, nel mio caso, ha davvero affascinato per le funzioni fotografiche: sul display, non AMOLED, non sono mancate le attenzioni, come pure sul versante della ricarica. Forse, in un quasi generale convincente, a mancare un sistema di dissipazione del calore. Ottimo, nel complesso, anche il modello Lite che, pur conservando molte funzioni dei modelli superiori, e pur portando una quadcamera posteriore, mostra accettabilissimi compromessi.

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