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Huawei P Smart Pro: medio-gamma con tripla postcamera e probabili Gapps

Parte dall'Europa orientale e centrale la commercializzazione dello Huawei P Smart Pro, in pratica un rebrand dello Y9s proposto in Cina il mese scorso con un'interessante processore, una pop-up camera frontale, e un'interessante triplice fotocamera sul retro.

Smartphone e Tablet
Pubblicato il 19 dicembre 2019, alle ore 00:34

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Huawei P Smart Pro: medio-gamma con tripla postcamera e probabili Gapps

Nel mentre il gruppo BBK Electronics ufficializzava l’arrivo del brand Realme anche in Italia, con un poker di modelli (Realme 5, Realme 5 ProRealme X2Realme X2 Pro), Huawei non si è fatta trovare impreparata e, dalla Cina, ha presentato un “nuovo” medio-gamma, lo Huawei P Smart Pro, cadenzato nelle nuance Breathing Crystal e Midnight Black, pronto a stuzzicare il Vecchio Continente principiando dall’Europa orientale (Ucraina, Polonia, Bulgaria) e da quella centrale (Grecia e Croazia).

Huawei P Smart Pro (163.1 × 77.2 × 8.8mm, per 206 grammi) punta a massimizzare la superficie visuale, pari all’84.7% del frontale, mediante un escamotage che non prevede scanner d’impronte in-display (col fingerprint sloggiato sul lato), notch, o tacca alcuna, ma che passa per una selfiecamera (da 16 megapixel, f/2.2, video a 1080p e foto in HDR) estratta dal lato corto superiore tramite un meccanismo a pop-up motorizzato.

Il display, che beneficia di questa scelta nello Huawei P Smart Pro, è un pannello LCD IPS da 6.59 pollici, con una risoluzione FullHD+ (391 PPI) esplicata in un aspetto panoramico a 19.5:9, mentre la fotocamera posteriore, triplice, beneficiata da HDR, messa a fuoco con rilevamento fasico, video a 1080p, Flash LED, si traduce in un colonnino a sinistra, atto a contenere un sensore principale da 48 (f/1.8, pixel binning 4-in-1), uno ultragrandangolare (120°) da 8 (f/2.4), e uno per la profondità da 2 (f/2.4) megapixel. 

La batteria, da 4.000 mAh, abilitata al reverse charging e caricabile via Type-C a 10W, energizza a dovere sia il comparto elaborativo, che quello delle connettività, ben supportata dal risparmio energetico di Android Pie 9.0, celato sotto l’interfaccia EMUI 9.1.

Nel primo segmento, l’octacore (2.2 GHz) Kirin 710F (in ragione della cui precedente certificazione attribuita al gemello Huawei Y9s è lecito supporre la presenza delle Gapps) coopera con la GPU Mali-G51 MP4, sfruttando 6 GB di RAM e 128 GB di storage (UFS 2.1 con file system EROFS, espandibili di altri 512): nel secondo, invece, spiccano il Dual SIM con 4G, il Wi-Fi n monobanda (hotspot, direct), il Bluetooth 4.2 (profilo audio A2DP), un jack da 3.5 mm con Radio FM, ed il GPS (A-GPS, BeiDou, Glonass). 

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - Non si può certo dire che Huawei si sia sforzata molto nel presentare questo smartphone per l'Europa, dacché - in pratica - si è limitata a una sorta di rebrand di un modello già noto in Cina: probabilmente, tale scelta è dettata dal fatto di riuscire a utilizzare ancora delle vecchie licenze che le consentono l'uso delle app Android su un modello che, altrimenti, sarebbe condannato all'oblio una volta arrivato dalle nostre parti.

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