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Reddito di cittadinanza: febbraio di sospensioni per i mancati rinnovi ISEE 2020

Con l’inizio del mese di febbraio l’Inps avvierà le sospensioni relative alle pratiche del reddito di cittadinanza di coloro che non hanno aggiornato l’ISEE, in attesa di ricevere la documentazione completa.

Economia e Finanza
Pubblicato il 4 febbraio 2020, alle ore 08:32

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Reddito di cittadinanza: febbraio di sospensioni per i mancati rinnovi ISEE 2020

Come annunciato ampiamente nelle settimane passate, con l’arrivo di febbraio l’Inps avvierà la sospensione dei pagamenti relativi al reddito e alle pensioni di cittadinanza per coloro che non hanno rispettato la scadenza fissata in precedenza. I fruitori della misura di welfare avevano infatti tempo fino al 31 gennaio del 2020 per espletare il compito. A partire dal primo febbraio è quindi scaduto il termine utile per l’aggiornamento della propria posizione.

Per i ritardatari scatta la sospensione della ricarica della card, con il relativo ripristino una volta inviato l’ISEE 2020. Questo significa anche che non si perde il diritto all’assegno di welfare, ma nel momento in cui si procederà ad aggiornare la pratica i pagamenti riprenderanno (con un fisiologico scollamento temporale dovuto al tardivo assolvimento dell’obbligo).

Il procedimento è previsto dal decreto numero 4 del 2019, ed in particolare da quanto indicato all’interno dell’articolo 5. All’interno si legge infatti che “i requisiti economici di accesso al Reddito di Cittadinanza […] si considerano posseduti per la durata dell’attestazione ISEE in vigore al momento della presentazione della domanda”. Il tutto fermo restando “la necessità di aggiornare l’ISEE alla scadenza dei periodi di validità dell’indicatore”.

Reddito e pensioni di cittadinanza 2020: partono i controlli a tappeto

Nel frattempo sono iniziati anche i nuovi controlli ad opera dell’Inps e della Guardia di Finanza sulle posizioni considerate più a rischio rispetto ai percettori del reddito e delle pensioni di cittadinanza. In particolare, le fiamme gialle stanno analizzando la posizione dei circa 2700 beneficiari che potenzialmente non avrebbero avuto tutti i requisiti utili per accedere all’assegno di welfare.

Le informazioni sono emerse incrociando i dati presenti nei database della pubblica amministrazione. In questo modo, la Guardia di Finanza ha costruito una specie di profilo di rischio per punteggio. Coloro che hanno totalizzato il punteggio più alto saranno oggetto di verifiche attente. Tra le Regioni dove vi sono più casi a rischio troviamo il Lazio in prima posizione ed a seguire la Lombardia e la Campania.

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Cosa ne pensa l’autore
Stefano Calicchio

Stefano Calicchio - Partono le prime verifiche dell’anno 2020 sul reddito di cittadinanza. L’esito dei controlli sarà il frutto del lavoro congiunto dell’Inps e della Guardia di Finanza, ma un contributo fondamentale arriverà dalle banche dati presenti all’interno della pubblica amministrazione. Grazie a queste sarà infatti possibile far emergere le eventuali incongruenze e quindi creare una lista dei profili maggiormente a rischio. Per capire se l’operazione darà gli esiti sperati, non resta che attendere i prossimi mesi.

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