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Una lavoratrice ottiene, dai colleghi, ben più dei 30 giorni di ferie solidali chieste per assistere il figlio malato

Una mamma, dopo la diagnosi di una grave malattia del figlio, si rivolge al datore di lavoro per chiedere 30 giorni di farie solidali. Il tempo concesso per raccogliere i permessi era di 2 settimane ma, in pochi giorni, i colleghi le hanno donato 470 giorni.

Cronaca
Pubblicato il 14 febbraio 2019, alle ore 14:52

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Una lavoratrice ottiene, dai colleghi, ben più dei 30 giorni di ferie solidali chieste per assistere il figlio malato

Un giorno, una madre riceve una delle più brutte notizie che possa mai ricevere, ossia la diagnosi di una grave malattia che il figlio dovrà affrontare. Per assisterlo durante le terapie e potergli stare accanto, si rivolge al responsabile delle risorse umane dell’azienda sanitaria di Treviso, presso cui lavora, per chiedere se era possibile avere 30 giornate di ferie solidali

La donna lavora nel servizio pubblico e, fino ad ora, questa pratica non era mai stata messa in atto per i lavoratori pubblici, anche se formalmente inserita dal Jobs Act del 2015. Sono presenti numerosi casi di solidarietà, per esempio nel Veneto, come quello della ditta di tessitura “Monti” dove – grazie ai colleghi – per una famiglia è stato possibile seguire il figlio malato di leucemia, oppure il caso della “Breton” di Castello di Godego, dove i colleghi hanno donato le loro ferie ad una famiglia per superare il lutto della morte del figlio. Non meno toccanti, sono i casi verificatisi a Milano, Torino, e Catanzaro

La richiesta

La donna ha fatto richiesta al suo datore, Filippo Spampinato, responsabile delle risorse umane, nel mese di gennaio 2019. La dipendente, dopo aver raccontato della sua difficile situazione, ha espresso la volontà di attivare il protocollo di ferie solidali per poter seguire il difficile percorso terapeutico del proprio figlio.

Il periodo concesso dall’azienda statale per la donazione delle ferie era di 2 settimane, cioè dal 4 al 12 febbraio. La risposta non si è fatta attendere.

I colleghi, venuti a conoscenza della difficile situazione familiare, hanno deciso di attivarsi immediatamente. Ben 215 colleghi si sono immediatamente mobilitati per aiutare la madre dipendente dell’azienda sanitaria di Treviso e permetterle di assistere il figlio malato: in pochi giorni, sono state raccolte 470 giornate di lavoro, che permetteranno alla donna di assentarsi dal lavoro per più di un anno e mezzo con la garanzia di mantenere il suo posto di lavoro ed anche il suo stipendio al 100%.

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Cosa ne pensa l’autore
Daniela Marella

Daniela Marella - Trovo questa possibilità, inserita dal Jobs Act del 2015, una cosa stupenda perché, quando si presentano tali malattie e ci si trova costretti a dover decidere di assistere un figlio, non si è costretti a rinunciare al posto di lavoro (circostanza, questa, disastrosa nell'economia familiare). Con questa possibilità delle "ferie solidali" si permette ad una famiglia di affrontare un incubo con un peso in meno sullo stomaco: noi italiani non abbiamo nulla da invidiare in quanto a solidarietà e, anzi, abbiamo molto da insegnare in merito.

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