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Android 11: online la prima developer preview del nuovo OS mobile di Google

Con un certo anticipo sulla tabella di marcia, Google ha reso disponibile al download, per ora, ancora per pochi device, la prima versione sperimentale del nuovo Android 11, dalla quale è possibile desumere le specifiche del nuovo robottino verde di Big G.

Software e App
Pubblicato il 20 febbraio 2020, alle ore 13:42

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Android 11: online la prima developer preview del nuovo OS mobile di Google

Nonostante Android 11 (ex Android R) sia atteso per la prossima estate, onde consentire ai programmatori di arrivare preparati a tale appuntamento, Google ha provveduto a rilasciarne la prima Developer Preview, inizialmente a favore di diverse generazioni di smartphone Pixel (Pixel 2/2 XL, Pixel 3/3 XL, Pixel 3a/3a XLPixel 4/4 XL).

In termini estetici, ad oggi, non sembrano esservi grandi rivoluzioni. Tuttavia, stante la crescente diffusione dei display pieghevoli e con buco, le nuove API di Android 11 eviteranno che su tali display (ma anche su quelli con tacche e notch) vengano nascosti elementi, magari preziosi, delle app attive mentre, nell’eventualità di un display a cascata, saranno evitati i tocchi involontari. Il tema scuro è già presente su Android sin dalla release 10 ma, con l’arrivo della 11, sarà possibile attivarlo in base a una precisa ora del giorno (o, ad es. al tramonto).

Ancora in relazione al display, virando sul concreto, Android 11 dovrebbe implementare un sistema nativo per la registrazione di quanto visualizzato a schermo e, in tale contesto, prevedere la possibilità dello scrolling (“estendi”) nel mentre si esegue uno screenshot, sì da cogliere un’intera schermata. In più – tra le impostazioni – verrà inserita un’opzione per aumentare la sensibilità del monitor, in modo da perdere meno tocchi, qualora – ad esempio – si adoperi una qualche pellicola protettiva sullo stesso.

Inevitabilmente, anche l’importante sezione delle notifiche verrà ammodernata notevolmente, risultando più funzionale che pria. Secondo quanto emerso, le notifiche saranno suddivise in 3 gradi, con quelle della messaggistica istantanea raggruppate in alto in un’area Conversazioni, le altre poco sotto e, alla fine, quelle silenziate. Concentrandosi su una specifica notifica conversazionale, previa pressione della stessa, grazie a un menu contestuale, si potranno attenzionare solo le notifiche di un certo mittente, segnare quest’ultimo come preferito, disattivarne l’audio, e farne comparire i messaggi nelle Bolle (in cerca di rilancio). Inoltre, sembra che, col fine di far aprire il meno possibile le app, nel rispondere a una notifica di messaggio, sarà anche possibile accludervi un’immagine, direttamente dall’area notifiche: in favore di chi invece desideri realizzare foto e video senza essere disturbati, arriverà l’opzione che, nel riscontrare le fotocamere attive, bloccherà le notifiche.

Anche la privacy non è stata trascurata, in Android 11: prendendo spunto dall’app Bouncer, il nuovo robottino verde permetterà di concedere una sola volta l’autorizzazione ad accedere a elementi importanti quali microfono, geolocalizzazione, e fotocamera e, in più, ricorderà la decisione dell’utente in modo che, dopo un paio di dinieghi, non permetterà più alle app di tornare a chiedere certune autorizzazioni, nel tentativo di “prenderlo per sfinimento”. Dulcis in fundo, Android 11 sarà in grado di restringere l’accesso delle applicazioni solo alle aree meno nevralgiche del file system.

Tra le novità più pratiche, non mancheranno poi delle piccole chicche. Innanzitutto, Android 11, nell’entrare in modalità aereo, non defalcherà più tutte le connessioni indiscriminatamente ma, anzi, nel rilevare attivo il Bluetooth, magari in appoggio – via codec A2DP – con un paio di cuffie wireless, lascerà che lo streaming audio prosegua tranquillamente, concentrandosi – quindi – solo sulle connettività WiFi e mobili 4 e 5G.

Anche il menu delle condivisioni, finalmente, riceverà uno svecchiamento e, previa pressione prolungata dell’elemento prescelto, consentirà (ad oggi con ancora poche app supportate) di pinnare nella parte alta le applicazioni usate più di frequente.

Come noto, il 2020 dovrebbe essere l’anno in cui il 5G acquisirà una maggior diffusione e, in previsione di ciò, Android 11 lo supporterà in modo che, nel ravvisare la connessione dell’utente a un piano 5G illimitato, sbloccherà le opzioni grafiche, permettendo di fruire di foto e video alla massima risoluzione possibile.

In appoggio agli attuali Pixel 4, infine, le gesture aeree Motion Sense guadagneranno la possibilità di mettere in pausa e riprendere la musica semplicemente passando la mano sul display del proprio telefono: i futuri Pixel 5, invece, potrebbero guadagnare il supporto alla ricarica wireless inversa (con buona pace delle inevitabili ricadute in fatto d’autonomia).

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - Devo ammettere che mi ha sorpreso l'annuncio di Android 11, la cui prima beta avrebbe dovuto comparire almeno un paio di mesi più tardi: in ogni caso, tempistiche a parte, sempre prendendo quanto scritto cum grano salis in quanto trattasi della prima beta disponibile, trovo che siano davvero tante e interessanti le novità previste da Google per il prossimo sistema operativo mobile del robottino verde!

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