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Sea Watch, J-Ax si schiera con Carola Rackete: "Una legge ingiusta non è legge"

Durante il suo concerto al Bologna Sonic Park, il rapper J-Ax si schiera apertamente con la comandante della Sea Watch Carola Rackete, paragonandola a Gandhi e Mandela, e fa un appello ai giovani a reagire davanti alle ingiustizie.

Politica
Pubblicato il 1 luglio 2019, alle ore 14:00

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Sea Watch, J-Ax si schiera con Carola Rackete: "Una legge ingiusta non è legge"

J-Ax è uno dei pochi artisti che in questi giorni si è espresso sulla vicenda della Sea Watch conclusasi con l’arresto della comandante Carola Rackete per aver forzato il blocco, imposto dal governo italiano, per permettere lo sbarco dei migranti dopo parecchi giorni di stazionamento a largo di Lampedusa.

Sulla vicenda, il noto rapper si è espresso prima sui social, dove ha postato l’hashtag #IostoconCarola, e poi ha fatto un lungo discorso durante il suo concerto al Bologna Sonic Park, in cui paragonava il gesto del comandante Rackete a quelli compiuti da altri personaggi come Gandhi, Martin Luther King, e Nelson Mandela.

J-Ax nello specifico ha dichiarato: “La comandante della Sea Watch ha violato le leggi ingiuste come Gandhi, Mandela e Luther King a costo della propria libertà. Ora stiamo vivendo un’ingiustizia. E questo è il momento di intervenire”. L’artista ha continuato spiegando che, secondo lui, salvare 40 persone in mare e portarle in salvo, subendone le conseguenze fino a perdere la propria libertà significa affrontare quelle ingiustizie, ed ha citato inoltre Sant’Agostino: “Una legge ingiusta non è legge”.

Nel suo discorso J-Ax, il cui vero nome è Alessandro Aleotti, ha parlato anche di politica, definendo i politici la vera élite e i veri poteri forti che non rappresentano il popolo e non fanno niente per nessuno, ma criticano e denigrano chi si occupa degli altri, mentre – a chi gli dice “Ma pensa a cantare” – risponde che ama il suo Paese e che con il suo lavoro paga le tasse che sicuramente sono più alte di quelle dei politici.

Infine, Aleotti si rivolge ai giovani (“Io ho una mia idea. Penso che se essere cattivi va di moda, significa che dovremo amare più forte per contrastare il loro odio”), e fa un appello a reagire ed a pensare che in futuro i loro figli gli chiederanno come hanno reagito mentre la gente moriva in mare o nei lager libici, e la risposta non deve essere quella di insultare una ragazza sui social per aver salvato delle persone.

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Cosa ne pensa l’autore
Liliana Morreale

Liliana Morreale - Il discorso di J-Ax è condivisibile perché su molti argomenti si possono avere delle idee differenti ed è giusto che ognuno abbia la propria idea, ma su alcuni temi come i diritti degli essere umani non ci possono essere opinioni: inoltre, nello specifico della vicenda Sea Watch è vero che la legge va sempre rispettata e che forzare un blocco è un reato, ma è anche vero che in 18 giorni non si è riusciti a trovare una soluzione al problema, costringendo la comandante a comportarsi di conseguenza. Sarà comunque la magistratura a verificare e giudicare il suo comportamento, non di certo i commentatori sui social.

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