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Radio Tre e il suo paragone choc: Matteo Salvini è come Adolf Hitler

In una delle ultime puntate del programma Fahrenheit, la presentazione del libro di Siegmund Ginzberg, Sindrome 1933, è diventata il pretesto per paragonare Salvini a Hitler.

Politica
Pubblicato il 14 giugno 2019, alle ore 19:46

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Radio Tre e il suo paragone choc: Matteo Salvini è come Adolf Hitler

Prima Mussolini, adesso Hitler. I paragoni tra Matteo Salvini e i peggiori dittatori del ventesimo secolo si sprecano. L’ultimo affondo arriva da Radio Tre, dove il conduttore Graziano Graziani, presentando il libro di Siegmund Ginzberg, “Sindrome 1933”, edito da Feltrinelli, ha approfittato dell’occasione per attaccare nuovamente il ministro dell’Interno, paragonandolo nientedimeno che al Führer.

Ginzberg, infatti, ha notato delle analogie tra Matteo Salvini e Adolf Hitler. E quali sarebbero queste inquietanti e terrificanti analogie? Lo scrittore ha affermato che anche il movimento di Hitler era partito con un misero 1%. Poi, nel 1930, in piena Grande Depressione, aveva raggiunto il 17%, per poi finire al 34% nel 1932, un anno prima di prendere il potere in Germania. Un’ascesa simile a quella che la Lega ha avuto in Italia.

Lo scrittore, incoraggiato da Graziani, ha poi rincarato la dose, sostenendo che il nazismo, proprio come il leghismo, basò la sua campagna elettorale sulla “pancia” e non sulla razionalità delle persone, mettendo l’accento sulla cronaca nera, l’ossessione per la sicurezza, e individuando negli ebrei la causa di tutti i problemi della Germania, ponendo così le basi per l’antisemitismo e la Shoah. 

Una tesi condivisa anche dal conduttore, secondo cui la situazione di oggi è talmente uguale da essere sconvolgente. E lo dice leggendo il commento di una lettrice. Per lui il paragone tra Salvini è Hitler è impressionante, solo che Hitler se la prese con gli ebrei, mentre Salvini se la prende con gli immigrati che arrivano, delinquono, spacciano, violentano e buttano pure il cibo nella spazzatura.

Solo dopo arriva la puntualizzazione: “Non ci troviamo davanti alla stessa pagina di storia. La storia non si ripete mai”. E ancora: “Dire che Salvini è come Hitler e che Di Maio gli assomiglia sarebbe una sciocchezza. Però ci sono delle somiglianze, delle analogie”. Le stesse analogie paranoiche che i centri sociali vedevano con Mussolini e Famiglia Cristiana con Satana il Diavolo

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Cosa ne pensa l’autore
Mario Barbato

Mario Barbato - Queste polemiche buoniste da schizofrenia paranoide non meriterebbero nemmeno di essere commentate. Tuttavia, faccio notare a certi buonisti che quando Umberto Bossi si scagliava contro i napoletani, definendoli razza inferiore e inneggiando alla secessione dai meridionali terroni e parassiti, stranamente nessuno aprì bocca, non ci fu voce che tacciava Bossi di essere nazista. Adesso, con gli immigrati, sono diventati improvvisamente tutti bravi, belli e buoni, mentre Salvini è Hitler. E il motivo è semplice: i napoletani non costavano allo Stato 5 miliardi di euro l'anno tra cooperative rosse e centri di accoglienza. Gli immigrati invece sì. E a qualcuno, evidentemente, incomincia a pesare che il loro affaruccio stia andando in malora.

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