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Caso Sea Watch, gli italiani adesso si ribellano e aderiscono a "Iononstoconcarola"

Il 61% degli italiani non voleva lo sbarco della nave a Lampedusa. Il 90% si era schierato dalla parte di Salvini durante il braccio di ferro con la "comandante". Giuseppe Conte: si è trattato di “un ricatto politico deliberato sulla vita di quaranta persone”.

Politica
Pubblicato il 1 luglio 2019, alle ore 12:09

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Caso Sea Watch, gli italiani adesso si ribellano e aderiscono a "Iononstoconcarola"

Gli italiani non ci stanno e hanno già aderito allo slogan “IononstoconCarola”, la “comandante” che la sinistra ha trasformato in eroina nonostante questa abbia violato la sovranità nazionale con un’azione che perfino il procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, ha definito “di inammissibile violenza”, per poi aggiungere: “L’emergenza umanitaria non può giustificare in alcun modo la violazione delle leggi”.

Anche l’ex magistrato Carlo Nordio si è scagliato contro Carola Rackete, definendo l’irruzione della Sea Watch a Lampedusa “una provocazione programmata verso il nostro Paese. Per poi aggiungere: “Non pensavamo che l’arroganza della capitana sarebbe giunta al punto di sfidare una nostra imbarcazione militare con un atto di “guerra” che, in altri Paesi, le sarebbe costato peggio di un arresto domiciliare”.

Con il magistrato Nordio sembra essere d’accordo buona parte degli italiani. È infatti è passato sotto silenzio un sondaggio del 27 giugno su Rai3, che aveva rivelato come il 61% degli italiani fosse contrario all’attracco della nave Sea Watch a Lampedusa. E come, durante il braccio di ferro tra Salvini e Rackete, ben il 90% del popolo italico si fosse schierato apertamente dalla parte del ministro.

Secondo molti, infatti, Carola avrebbe puntato sull’Italia per aprire un caso politico, utilizzando gli immigrati come arma puntata contro il Viminale. Il suo obiettivo sarebbe stato quello di spalancare con la forza i porti italiani per rimettere in moto quell’accoglienza di massa che in passato ha portato in Italia 170 mila arrivi l’anno, con conseguente difficoltà di integrazione e aumento dei reati.

La provocazione della comandante sarebbe stata evidente dal fatto che, dopo giorni di attesa di fronte a Lampedusa, La donna avrebbe potuto tranquillamente raggiungere la Tunisia, la Francia, la Spagna, l’Olanda o la Germania, dove cinquanta di sindaci si erano detti pronti ad accogliere i migranti, ma che avevano incontrato il veto del ministro dell’Interno tedesco che aveva detto no allo sbarco.

La Rackete, quindi, avrebbe sostato per giorni davanti alle acque italiane, tenendo in “ostaggio” 42 migranti, aspettando il momento adatto per fare irruzione in Italia, sicura che avrebbe incontrato il plauso della sinistra italiana. Un gesto condannato anche dal premier Conte che ha definito l’azione della Ong tedesca come “un ricatto politico deliberato sulla vita di quaranta persone”.

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Cosa ne pensa l’autore
Mario Barbato

Mario Barbato - Sono giorni che si sta cercando materiale su questa comandante, ma di lei non esiste traccia. Nemmeno le fonti estere la conoscono né hanno mai sentito parlare di lei. I giornali tedeschi e olandesi la ignorano. Sui social non esiste un suo profilo. Carola Rackete pare essere comparsa dal nulla. Ma c'è un problema più grosso. Il suo nominativo non si trova nemmeno nei registri dell'Università di Jade. Ciò che è ancora peggio è che non risulta nei database dei registri per i brevetti nautici in Germania. Pare dunque che la sedicente Carola Rackete non abbia mai conseguito nemmeno la patente nautica per poter condurre un gommone di potenza superiore ai 40 CV, figuriamoci se può condurre una imbarcazione da diporto superiore ai 24 metri per la quale ottenere la patente non è difficile, ma di più. Occorrono infatti anni e decine di esami dove, se ti presenti con un metro di rasta, nemmeno dalla porta ti fanno entrare. Dunque, molti hanno cominciato a chiedersi chi sia veramente questa Carola Rackete? Cara signorina "bianca, ricca e tedesca" favorisca i suoi veri documenti. Grazie.

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