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Tatuaggi giapponesi

Ecco alcune informazioni utili a quelle persone che hanno deciso di farsi un tatuaggio e vogliono approfondire la storia dei tatuaggi giapponesi, conoscerne i simboli, gli ideogrammi ed i loro significati

Moda
Pubblicato il 11 settembre 2014, alle ore 18:29

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Tatuaggi giapponesi

La passione per i tatuaggi diventa sempre più comune tanto che sono davvero molti gli studi che giornalmente aprono i battenti per soddisfare il popolo di questa nuova arte e realizzare il sogno di giovani ed adulti che hanno finalmente deciso di vestirsi con dei panni indelebili, qualcosa di così intimo e personale che solo chi ne ha già uno può condividerne le sensazioni. Tuttavia, prima di arrivare ad una decisione così importante bisogna scontrarsi con una varietà di tatuaggi che è talmente da vasta da riuscire a non farvi dormire la notte o farvi passare anche mesi prima che arriviate al verdetto finale. In questo contesto vi sono anche i tatuaggi giapponesi.

Si tratta di tatuaggi molto colorati, con tonalità spesso molto accese che sono indicati per quelle persone che non vogliono passare inosservate. Anche le tipologie di disegni e simboli sono davvero estrosi e spesso anche cruenti, caratteristiche queste che li rendono più adatti, o comunque più richiesti dal mondo maschile, anche se non esiste alcun significato che li “vieta” al pubblico femminile.

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Una carpa ed un drago: due simboli molto importanti dei tatuaggi giapponesi

La storia dei tatuaggi giapponesi

A differenza di quanto si possa pensare, i tatuaggi giapponesi fanno parte di una recente tradizione orientale. Se non consideriamo alcuni tatuaggi fatti durante i riti delle epoche quasi preistoriche, l’arte dei tatuaggi giapponesi ha cominciato ad espandersi nel 1600. Fu proprio in quel periodo che ebbe il suo massimo successo l’Irezumi, parola che sta proprio ad identificare il disegno sulla pelle, che veniva utilizzato soprattutto per fini non estetici ma per evidenziare in modo prepotente ed indelebile i malviventi e criminali.

A prescindere dallo scopo per il quale i tatuaggi giapponesi venivano eseguiti, in questo periodo si perfezionò tale pratica, sviluppando tecniche nuove di esecuzione dei tatuaggi, al punto tale che divenne una vera e propria arte che si tramandava dal maestro all’allievo.

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Alcuni complessi tatuaggi giapponesi

Fu con il passare del tempo che i tatuaggi giapponesi si spogliarono del triste significato che avevano all’inizio per vestirsi di valori completamente nuovi, primo fra tutti il valore estetico, e da quel momento la loro importanza nel settore dei tattoo è divenuta tale da rientrare di diritto fra i tatuaggi più richiesti in tutto il mondo, insieme ai tatuaggi maori. I tatuaggi giapponesi a scopo decorativo venivano chiamati gaman, che letteralmente vuol dire pazienza.

La tecnica storica dei tatuaggi giapponesi

Non è possibile parlare di tatuaggi giapponesi senza citare la storica tecnica con la quale  venivano eseguiti i disegni. Si tratta, ovviamente, di una tecnica molto diversa e ben più rudimentale rispetto a quella attualmente utilizzata in tutti i paesi evoluti. Questa tecnica antica, chiamata Tebori, è palesemente spiegata dal suo nome, che vuol dire “scolpire a mano”.

Per eseguire i tatuaggi giapponesi secondo l’arte Tebori bisognava utilizzare un bastone di bambù sulla cui estremità veniva inserito uno o più aghi metallici. Con un ritmo ben preciso, e con una manualità indiscussa, il maestro faceva penetrare gli aghi nella pelle fino a completare l’intera opera.

I temi più diffusi e significati

Ovviamente, i tatuaggi giapponesi rispecchiano in pieno la cultura che li ha generati, che ha radici antiche e profonde. Le figure e le icone più diffuse in questa categoria di tatuaggi sono i draghi, i samurai, i fiori di loto oppure le gheishe. A questi si aggiungono anche spade, armi ed oggetti di difesa, che però hanno una concezione decisamente più moderna.

Come ogni categoria di tattoo, anche i tatuaggi giapponesi hanno dei significati ben precisi, per cui prima di ritrovarvi addosso qualcosa che non ha il senso desiderato sarebbe bene che vi documentaste sul valore preciso del disegno che avete scelto. Il dragone, per esempio, rappresenta l’equilibrio mentre il guerriero esprime la forza (fisica ma anche morale) della persona che lo sfoggia. La gheisha rappresenta l’arte e la bellezza,  così come i fiori di ciliegio, mentre le foglie d’acero sono un simbolo che esprime il tempo che scorre, le carpe koi sono l’emblema del coraggio e della determinazione e del coraggio.

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Tatuaggi-giapponesi: una gheisha

Le tigri hanno un significato che deriva dalla cultura cinese e rappresentano la longevità e la forza. I leoni simboleggiano la protezione dagli spiriti cattivi, significato che deriva dalla religione shintoista. La fenice è il simbolo dell’immortalità o della rinascita (intesa come rinascita spirituale). Il cruento Namakubi, che mostra una testa mozzata, serve per avvertire i nemici, mentre il serpente rappresenta l’astuzia e l’intelligenza, a differenza di quanto avviene nella cultura occidentale nella quale ha un’accezione decisamente negativa, spesso associato a Satana dai credenti nella religione Cristiana. Infine, il fiore di loto simboleggia il risveglio e potrebbe essere affiancato in modo pittoresco alle carpe Koi.

Questi simboli possono essere rappresentati in varie misure ed a volte si può studiare una loro combinazione, in modo tale da descrivere perfettamente il proprio stato d’animo, oppure affiancare un simbolo ad uno già esistente in un secondo momento per simboleggiare l’evoluzione e il cambiamento di quella caratteristica.

Scritte giapponesi

Fra i tatuaggi giapponesi, si ricordano anche quelli con le scritte costituite da ideogrammi che possono citare parti di sutra buddisti oppure messaggi personali o, come spesso accade, semplicemente il proprio nome o quello della propria amata. La scritte giapponesi rientrano a pieno titolo fra le scritte per tatuaggi più richieste, in quanto celano il significato del tatuaggio, rendendolo ancora più intimo e privato, ed in poco spazio riesce ad esprimere concetti anche piuttosto elaborati.

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Una scritta giapponese tatuata sulle spalle

Curiosità

Sembra che i tatuaggi, anche quelli giapponesi, non siano visti di buon occhio dalla cultura orientale ed in particolare quella giapponesi. A quanto pare, tale modo di pensare appare quasi come un divieto che non si applica solo ai cittadini ma anche ai turisti, che potrebbero vedersi negato l’accesso ad alcuni locali e persino nei bagni pubblici, in quanto persone potenzialmente pericolose e criminali. Tale concezione, grazie alle nuove generazioni, sta un po’ cambiando ma se dovesse capitarvi un episodio simile non dovrete stupirvi visto il significato storico dei tatuaggi giapponesi.

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