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Ray-Ban Stories: ufficiali i primi occhiali smart di Facebook e Luxottica

Dopo anni di rumors a riguardo, nati dopo la visita di Zuckerberg al quartier generale italiano di Luxottica, sono stati effettivamente presentati i primi occhiali smart del colosso dei social, battezzati come Ray-Ban Stories.

Hi-Tech
Pubblicato il 9 settembre 2021, alle ore 20:31

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Ray-Ban Stories: ufficiali i primi occhiali smart di Facebook e Luxottica

Nonostante in molti ravvisassero nella presentazione degli innovativi smartphone Vivo X70 la novità tecnologica della giornata, quest’ultima si è sostanziata nell’arrivo degli occhiali smart Ray-Ban Stories, che mettono assieme il savoir-faire italiano di un colosso del settore, EssilorLuxottica, e le capacità tecnologiche dei Facebook Reality Labs di Menlo Park.

Destinati a battagliare con analoghi prodotti varati da Razer, Bose, SnapchatHuawei, quelli che ambiscono a essere un nuovo modo per restare connessi con gli altri che vada oltre smartphone e computer, senza costringere l’utente a scegliere tra moda e tecnologia, si presentano esteticamente come un paio di normali Ray-Ban di lusso, con lenti di varie tipologie (chiare, da sole, transitorie, graduate), all’insegna di una personalizzazione stilistica che culmina nell’allestimento di tre modelli, rispettivamente noti come Meteor, Round e Wayfarer (con look tipico del 1952).

Tecnologicamente, i non impermeabili occhiali Ray-Ban Stories montano, agli apici di destra e di sinistra, due fotocamere da 5 megapixel, che registrano video (max 30 secondi), o scattano foto (2592 x 1944 pixel), dopo aver toccato un pulsantino allocato sulla stanghetta di destra. Il contenuto ottenuto, stoccato inizialmente sugli occhiali (con spazio per oltre 500 foto, o sino a 30 video), viene poi trasferito allo smartphone via app multipiattaforma Facebook View, già messa a disposizione del Play Store di Android e dell’App Store di iOS, in modo da poterlo rielaborare e convididere prontamente con le app multimediali localmente installate, come YouTube, Snapchat, TikTok, senza dimenticare le zuckerberghiane Facebook, Messenger, WhatsApp e Instagram.

La privacy, in merito all’acquisizione dei contenuti, è garantita dai LED circolari di funzionamento che lampeggiano quando le fotocamere sono operative: in ogni caso, in un luogo chiuso è sempre possibile e auspicabile “spegnere” gli occhiali, avvalendosene come fossero un modello tradizionale. 

Connessi via Bluetooth con lo smartphone, occhiali smart Ray-Ban Stories sono in grado di sfruttare gli altoparlanti integrati nelle stanghette per far ascoltare la musica (o l’audio di un video) e gestire le chiamate hands free, grazie all’l’assistente vocale (“Hey, Facebook”) e senza dover usare accessori esterni dedicati, come cuffie o auricolari. Sul versante dell’autonomia, gli occhiali Ray-Ban Stories funzionano per circa 6 ore prima di dover essere riposti, per 70 minuti (sebbene sia presente la ricarica rapida che in 30 minuti ripristina il 50% di energia), in una custodia (che fa anche da powerbank) in grado di assicurare tre cariche complete

Attualmente, è possibile comprare gli smart Ray-Ban Stories di Facebook, prezzati partendo da 329 euro, sullo store ufficiale del gruppo di occhiali di lusso, con il 13 Settembre scelto quale data clou per lo sbarco (in diversi paesi compresi il nostro) nella distribuzione fisica autorizzata da Luxottica (comprensiva di retail tra cui ad es. SunglassHut, LensCrafters, e Salmoiraghi & Viganò).

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - Non c'è realtà aumentata, né quella virtuale: gli occhiali di Facebook sono molto belli e hanno funzioni tutto sommato piuttosto basiche: per stile e funzionalità, mi sembra che questo prodotto sia destinato a scontrarsi con gli Eyewear II creati da Gentle Monster per Huawei, anche se l'iterazione Frames di Bose non è affatto male.

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