Iscriviti

Arriva Handle, il robot di Google che che vi farà venire gli incubi

Nel grande pacchetto aziendale di Google figura ancora la Boston Dynamics, che si occupa di produrre avanzatissimi robot: dopo Atlas, il robot inarrestabile, arriva anche Handle, l'inquietante quattro-zampe capace di saltare gli ostacoli grazie alle sue ruote!

Hi-Tech
Pubblicato il 2 febbraio 2017, alle ore 12:29

Mi piace
8
0
Arriva Handle, il robot di Google che che vi farà venire gli incubi

Il bouquet aziendale di Alphabet (ovvero Google) è davvero molto ampio ed al suo interno, non è un mistero, figura anche la Boston Dynamics, più volte finita al centro dell’attenzione per i suoi avanzatissimi robot semoventi. Tempo fa, si era vociferato di una vendita dell’azienda che, invece, rimane ancora una controllata di Google, e continua a perfezionare i suoi robot, tanto da averne concepito uno, ancor più inquietante, munito di ruote!

Le leggi della robotica, coniate dallo scienziato e scrittore di fantascienza Isaac Asimov, stabiliscono in modo piuttosto chiaro i rapporti tra robot ed esseri umani: i primi devono essere al servizio dei secondi, e non possono accecar loro alcun danno, neanche se fosse lo stesso uomo ad ordinarlo. Messo così, lo scenario tecnologico futuro sembrerebbe rassicurarci: bando agli isterismi generati da diversi film di fantascienza (qualcuno ricorda “Io, robot” con Will Smith, o “Ex-Machina” del regista Alex Garland?), sembrerebbe – quindi – che si possa stare tranquilli

Anche a livello legislativo. In Europa, ad esempio, la commissione affari legali di Bruxelles ha elaborato il report “European Civil Law Rules in Robotics” che, già sottoposto a una prima votazione, dovrebbe essere votato dal Parlamento Europeo il 13 Febbraio, per – poi – approdare in Commissione poco dopo.

Ebbene, nel report in oggetto, si prospetta uno scenario in cui i robot saranno sempre più presenti, sia come domotica che come auto a guida autonoma, od operatori meccanici nell’industria e, per tali ragioni, si propone di creare un quadro legislativo “solido” che si occupi di responsabilità, nel caso un robot faccia un danno, di sicurezza, per assicurarsi che le macchine restino sempre al servizio dell’uomo e non manipolino soggetti deboli (come i bambini, o gli anziani), e di privacy, perché le macchine del domani tratteranno sempre più dati personali (es. le auto driverless gestiranno la posizione dell’utente). 

Tuttavia, anche se ci stiamo preparando, per tempo, al futuro, quello che è emerso da una presentazione segreta (trapelata su YouTube) della Boston Dynamics, l’azienda googleiana che si occupa di robotica e intelligenza artificiale, un po’ inquieta. Già in passato si era visto il cane robot Spot, che seguiva un uomo, riuscendo persino ad arrampicarsi sui gradini: poi, era stata la volta delle renne robot, e – infine – di Atlas, l’androide che nulla riusciva a fermare, anche quando – a scopo didattico – lo si atterrava.

Ora la Boston Dynamics sarebbe andata oltre, e avrebbe creato Handle, un robot sempre dotato di quattro zampe, ma con anche le ruote su quelle posteriori perché – secondo le parole del fondatore di quest’azienda, Marc Raibert – queste ultime sarebbero meglio indicate per consentire al robot di muoversi sui terreni accidentati. Fermo restando la sua grande capacità di restare in equilibrio quasi in ogni condizione, grazie ad un sistema di bilanciamento dinamico che ricorda molto quello degli esseri viventi in carne e ossa.

Certo, Google (che, comunque, si è cautelata con un pulsante anti “ribellione”) ha intenzione di applicare questi robot per scopi inoffensivi, come spostare i grossi carichi al posto dell’uomo, lasciando a quest’ultimo compiti più creativi (comunque, con perdite occupazionali notevoli) ma, a vedere quanto Hande sia veloce, e come salti bene gli ostacoli, qualche brivido lungo la schiena viene eccome. 

Anche perché Raibert, in apertura di presentazione, dice chiaramente che quello protagonista della medesima sarà “un robot che farà venire gli incubi.

Video interessanti:
Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - Da diverso tempo tengo d'occhio le creazioni della Boston Dynamics e, nei loro riguardi, ho spesso reazioni ambivalenti. Da una parte rimango stupito, letteralmente con la bocca aperta, nel vedere a che punto siano giunte le macchine, almeno a livello motorio. Poi, però, pensando anche ai progressi, sempre più notevoli dell'intelligenza artificiale, inizio a preoccuparmi: se questi automi, più potenti ed abili di noi, fossero anche dotati di un'intelligenza - e di un'indubbia capacità di calcolo a noi superiore - cosa succederebbe al caro, obsoleto, essere umano?

Lascia un tuo commento
Commenti

Non ci sono ancora commenti su questo contenuto. Scrivi la tua opinione per primo!