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Coronavirus: Boris Johnson in terapia intensiva, si aggravano le sue condizioni

Il Primo Ministro inglese trasferito in serata in terapia intensiva. Preoccupati i medici per il peggioramento delle sue condizioni di salute. Poteri al Ministro degli Esteri, Dominic Raab

Esteri
Pubblicato il 6 aprile 2020, alle ore 23:38

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Coronavirus: Boris Johnson in terapia intensiva, si aggravano le sue condizioni

Si aggravano le condizioni di salute del Primo Ministro britannico, Boris Johnson, positivo dal 27 marzo al Covid-19. Il peggioramento del suo quadro clinico, ne ha reso necessario il trasferimento nel reparto di terapia intensiva. Il premier, che in un primo momento aveva manifestato solo dei lievi segni della malattia, nella giornata di domenica 5 Aprile è stato trasferito dalla sua residenza, dove si trovava in isolamento domiciliare, all’ospedale St Thomas di Londra, a causa di febbre alta e tosse.

Le condizioni di salute sono peggiorate nel pomeriggio, quando Boris Johnson ha iniziato ad avere problemi respiratori. Attualmente non è ancora collegato a un ventilatore artificiale, ma si teme che a breve possa essere necessario intubare il premier, se le condizioni di salute non dovessero stabilizzarsi.

Prima di essere spostato in terapia intensiva, Boris Johnson ha trasferito i suoi poteri istituzionali al Ministro degli Esteri, Dominic Raab, che dovrà occuparsi di gestire provvisoriamente l’attuale momento, che vede il popolo britannico affrontare la dura battaglia contro il diffondersi del Coronavirus. Attualmente in Gran Bretagna i contagi sono 51.608 con 5.413 decessi.

Non sono mancate le prime manifestazioni di solidarietà nei confronti di Boris Johnson da parte dei leader politici di tutto il Mondo. Il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato il suo sostegno al premier del Regno Unito, alla sua famiglia e a tutto il popolo britannico in questo difficile momento, augurandogli pronta guarigione. Messaggi di solidarietà anche da parte del sindaco di Londra, Sadiq Khan, che invita a pregare per la salute di Johnson, tanto che l’hashtag #PrayForBoris è già in tendenza su twitter.

Nonostante la positività al tampone, Boris Johnson ha continuato a lavorare dal suo domicilio, grazie agli strumenti informatici, riuscendo a coordinare l’incontro quotidiano dei Ministri. Dopo il trasferimento in ospedale, disposto per effettuare accertamenti visto il perdurare di febbre e tosse, ha continuato a lavorare fino alle 12 di lunedì 6 Aprile, prima di essere costretto a fermarsi, a causa dell’intensificarsi dei problemi respiratori.

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