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Reddito e pensioni di cittadinanza: la stretta dell’Inps ad ottobre e l’SMS inviato a oltre 500 mila famiglie

Dall’Istituto pubblico di previdenza arriva un nuovo avviso inviato a centinaia di migliaia di famiglie. Chi non risponderà attivandosi con l’integrazione della documentazione rischia la sospensione dell’assegno.

Economia e Finanza
Pubblicato il 8 ottobre 2019, alle ore 08:28

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Reddito e pensioni di cittadinanza: la stretta dell’Inps ad ottobre e l’SMS inviato a oltre 500 mila famiglie

Arrivano importanti aggiornamenti per il reddito e le pensioni di cittadinanza. Molti beneficiari del provvedimento hanno infatti ricevuto nelle scorse ore un nuovo SMS attraverso il quale l’Istituto pubblico di previdenza avvisa circa la necessità di integrare le proprie pratiche attraverso l’invio di nuova documentazione. Un passaggio che nei casi segnalati risulterebbe ineludibile, a meno di non volersi vedere bloccato il proprio assegno.

Il problema deriva dal fatto che i modelli utilizzati in fase iniziale (a partire dallo scorso 6 marzo 2019) per la richiesta del sussidio sono stati aggiornati il successivo 2 aprile 2019, in modo da comprendere anche le modifiche più recenti apportate dal legislatore. Al fine di non far procedere i cittadini al reinvio immediato della pratica, sono quindi state considerate ancora valide per sei mesi le pratiche inviate durante la suddetta fase iniziale.

Ad ottobre 2019 scade però il limite semestrale di validità, ed ecco perché ai cittadini viene ora richiesto di intervenire fornendo la documentazione necessaria ad integrare le pratiche ed a renderle conformi con le disposizioni di legge più recenti. Un adempimento da tenere in attenta considerazione per chi vuole continuare a percepire il sussidio.

Dall’Inps oltre 500mila SMS con le richieste di integrazione entro il prossimo 21 ottobre

Stante la situazione appena descritta e vista la necessità di aggiornare le pratiche (pena la loro sospensione), l’Inps si è organizzata per inviare 519686 SMS ai percettori del reddito e delle pensioni di cittadinanza. I nuclei familiari coinvolti dovranno quindi presentare la documentazione aggiuntiva, collegandosi direttamente tramite il sito dell’Inps (avendo a disposizione il proprio PIN personale).

In alternativa, possono procedere all’integrazione ricorrendo al proprio patronato di fiducia. Il limite fissato dall’Inps è per il 21 ottobre 2019: chi effettuerà l’integrazione rispettando tale scadenza continuerà a ricevere il proprio assegno di welfare in via ordinaria, mentre successivamente il reddito di cittadinanza verrà sospeso fino a quando non sarà ricevuta la documentazione aggiuntiva.

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Cosa ne pensa l’autore
Stefano Calicchio

Stefano Calicchio - È importante sottolineare la necessità di aggiornare la propria pratica riguardante il reddito o la pensione di cittadinanza nel caso in cui si rientri all’interno di coloro che hanno inviato la prima richiesta con un modello non più conforme. Qualora non si risulti in grado di effettuare l’aggiornamento in autonomia, il consiglio è di rivolgersi con tempestività al proprio patronato di fiducia.

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