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Reddito di Cittadinanza: ci ripensano in 130 mila, ma la rinuncia avrà un costo

Chi desidera rinunciare al reddito di cittadinanza potrebbe trovarsi davanti all’obbligo di restituzione di quanto già percepito sulla card: ecco i dettagli resi noti finora sulla vicenda.

Economia e Finanza
Pubblicato il 17 maggio 2019, alle ore 11:21

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Reddito di Cittadinanza: ci ripensano in 130 mila, ma la rinuncia avrà un costo

Il nuovo reddito di cittadinanza alimenta ormai da mesi il dibattito politico e pubblico, visto che al riguardo continuano ad emergere novità e colpi di scena. L’ultimo in ordine di tempo è connesso in modo specifico a quella parte della platea dei richiedenti che avrebbe deciso di rinunciare al sussidio, dopo aver inoltrato la propria domanda e ricevuto una conferma di accettazione da parte dell’Inps.

La questione è emersa nelle scorse settimane e sembra poter coinvolgere in questa fase iniziale almeno 130 mila persone. Le motivazioni alla base della scelta sembrano diverse ed eterogenee. Si va dalla paura di controlli attenti e specifici sull’effettiva situazione economico – patrimoniale o sullo svolgimento di lavoro nero, fino alla protesta e all’indignazione per un sussidio che dai 780 euro ipotizzati in campagna elettorale si riduce ad una semplice integrazione al reddito di poche decine di euro.

Resta il fatto che, nella fase iniziale, una possibile rinuncia alla percezione dell’assegno di welfare non era stata nemmeno ipotizzata, pertanto le numerose richieste pervenute in tal senso all’Inps ed ai Centri di assistenza fiscale dei sindacati hanno creato non poche perplessità. Al momento, sul caso emergono solo dettagli frammentati: si sa che i moduli di disdetta sono in preparazione e che richiederanno diversi passaggi burocratici. Ma quello che sta facendo maggiormente discutere è il fatto che una eventuale rinuncia potrebbe comportare un costo per il fruitore del sussidio di welfare.

Ecco perché rinunciare al reddito di cittadinanza potrebbe avere un costo

Nella pratica, le ultime indiscrezioni spiegano che il rinunciatario che decide di fare a meno del reddito di cittadinanza si vedrà richiedere tanto le somme che sono state erogate in precedenza quanto quelle che saranno pagate nei mesi a venire, fino all’avvenuta disattivazione della card. Sulla questione, i chiarimenti arriveranno nei prossimi giorni, visto che l’Inps sta preparando una specifica circolare al riguardo.

Resta però implicito che la rinuncia al reddito di cittadinanza potrebbe richiedere diversi passaggi burocratici, oltre alla restituzione di quanto percepito e all’attesa di diverse settimane prima che la pratica venga effettivamente completata. È ovvio che, nel frattempo, il computo della somma da restituire potrebbe lievitare, soprattutto nel caso in cui il reddito erogato dallo Stato non risulti contenuto ad una semplice integrazione, ma costituisca un importo mensile più importante.

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Cosa ne pensa l’autore
Stefano Calicchio

Stefano Calicchio - La questione della possibile rinuncia alla percezione del reddito di cittadinanza non era stata nemmeno ipotizzata in fase di avvio del sussidio di welfare. Desta quindi non poca sorpresa tale sviluppo, anche perché fa pensare il fatto che un potenziale destinatario in stato di disagio scelga volontariamente di perdere il sussidio.

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