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Roma

Roma, il piccolo Alex trasferito al Bambino Gesù

Continua la corso contro il tempo del piccolo Alex che lotta contro una brutta malattia. A giorni avverrà il suo trasferimento a Roma, dove si sottoporrà ad una tecnica di trapianto innovativa.

Cronaca
Pubblicato il 26 novembre 2018, alle ore 09:12

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Roma, il piccolo Alex trasferito al Bambino Gesù

Nelle ultime settimane la storia del piccolo Alex ha fatto smuovere, da nord a sud della penisola, centinaia di italiani che, con la speranza di poter aiutare il bambino, si sono iscritti al registro di donatori di midollo osseo, svolgendo così le analisi per scoprire la propria compatibilità con il piccolo.

Alex ha soli 18 mesi e soffre di una rara patologia genetica che gli concede ancora poche settimane di vita ed è da Londra, dove vive con i suoi genitori, che è partito l’appello disperato per trovare un donatore di midollo compatibile con il bambino.

Nonostante il registro ufficiale conti già moltissimi donatori e, dopo l’appello di mamma Cristiana e papà Paolo ne siano arrivati molti altri, non è stato trovato nessuno compatibile con Alex. A far sperare i genitori, però, una tecnica di trapianto innovativa che viene svolta presso l’ospedale Bambino Gesù di Roma, il primo a livello mondiale che utilizza questa nuova tecnica che ha garantito, all’85% dei pazienti che si sono sottoposti alla cura, la guarigione totale. 

Alex da Londra a Roma

I genitori del piccolo Alex hanno parlato con il direttore del Great Ormond Street Hospital di Londra, dove si trova ora il bambino, ed è stato proprio lui a mettersi in contatto con il direttore del Dipartimento di Oncologia pediatrica del Bambino Gesù di Roma, Franco Locatelli, decidendo così il trasferimento del piccolo per procedere alla tecnica innovativa.

Il trapianto di cellule staminali prevede che la prima scelta del donatore ricada sul fratello o sulla sorella del paziente. In caso non ci siano, si ricorre ad un donatore iscritto ai registri internazionali che abbia una compatibilità totale o massima. Se come in questo caso non si riesce a trovare nessun donatore compatibile, si può ricorrere ad uno dei due genitori che hanno però una compatibilità solo del 50%, da qui parte la tecnica innovativa eseguita a Roma.

Le cellule staminali, che vengono prelevate dal genitore, vengono successivamente manipolate per eliminare gli elementati che potrebbero poi causare un rigetto: in questo modo si ottiene una compatibilità ottiminale. I genitori di Alex rimangono molto positiv e, mentre si organizza il loro viaggio verso l’Italia, chiedono a tutti coloro che hanno voluto aiutare Alex di non tirarsi in dietro, ma di continuare ad iscriversi ai registri dei donatori di midollo osseo, perchè potrebbero aiutare altri piccoli Alex che stanno aspettando di essere salvati.

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Cosa ne pensa l’autore
Marta Lorenzon

Marta Lorenzon - Speriamo che, in quell' 85% di pazienti che sono guariti grazie a questa tecnica, possa trovarsi anche il piccolo Alex, alzando quella percentuale e dando ancora più speranza anche a tutti gli altri bambini che si trovano nella sua situazione. Con la speranza di avere presto buone notizie, il nostro abbraccio alla famiglia.

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