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Roma

Roma, 19enne americano accusato dell’omicidio del carabiniere assume lo stesso avvocato del caso Cucchi

Cambio di avvocato per il 19enne americano accusato di aver ucciso con 11 coltellate il vice brigadiere Mario Cerciello Rega: al suo fianco c'è ora lo stesso avvocato del superteste del caso Cucchi.

Cronaca
Pubblicato il 31 luglio 2019, alle ore 08:55

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Roma, 19enne americano accusato dell’omicidio del carabiniere assume lo stesso avvocato del caso Cucchi

Sono passati solo un paio di giorni dalla toccante celebrazione dei funerali del vice brigadiere Mario Cerciello Rega, ucciso con 11 coltellate mentre era in servizio. A far discutere molto questo caso già piuttosto delicato, è stata una fotografia resa pubblica nel web e che ha fatto presto il giro del mondo, in cui è possibile vedere il 19enne americano Christian Gabriel Natale Hjorth, legato e bendato in caserma durante l’interrogatorio.

La notizia, che riempie oggi le prime pagine dei giornali, riguarda il nome dell’avvocato scelto proprio dal 19enne: Francesco Petrelli. Petrelli è già noto per essere il legale di Francesco Tedesco, il carabiniere superteste del caso di Stefano Cucchi, il geometra romano morto nel 2009 a causa di un pestaggio avvenuto in caserma. Tedesco, infatti, è il militare che ha accusato due suoi colleghi di aver picchiato Cucchi.

Continuano nel frattempo le due indagini riguardanti il caso, una che concerne i responsabili dell’omicidio del vice brigadiere, e la seconda per fare chiarezza su quello scatto che vede il 19enne bendato e ammanettato in caserma. L’Arma ha infatti preso subito le distanze su quanto avvenuto, facendo partire delle indagini interne per scoprire e punire il responsabile di questo gesto.

Parla il padre di Finnegan Lee Elder

Mentre si parla della benda legata attorno agli occhi del 19enne Christian Hjorth, è il padre di Finnegan Lee Elder, il coetaneo che ha confessato di aver accoltellato 11 volte il vice brigadiere, a parlare ai microfoni della Cnn in America. Ethan Elder assicura che il figlio è una persona per bene e parla di “situazione precaria“, riferendosi alle immagini giunte fino negli Stati Uniti riguardanti il 19enne Hjorth.

Anche il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha voluto commentare la vicenda, affermando che l’unica vittima per cui piangere è un uomo, un figlio, un marito di 35 anni, un carabiniere, un servitore della Patria. Secondo Salvini, infatti, il colpevole merita solo la galera a vita e nessuno che si lamenti per una bendatura durante un interrogatorio. 

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Cosa ne pensa l’autore
Marta Lorenzon

Marta Lorenzon - Io penso che molte persone non abbiano chiaro il fatto che lamentarsi della bendatura non sia un essere a favore dell'omicida e contro il vice brigadiere. Dovrebbero capire, invece, che proprio quella benda potrebbe indirizzare il processo a favore del ragazzo, rendendo così nulli gli sforzi per l'accusa di far pagare all'omicida la sua pena.

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