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I genitori di Alex scrivono una lettera: "Grazie, avete insegnato che si deve sempre lottare"

Sulla pagina facebook di Alex, il bambino inglese che ha fatto una cura sperimentale al Bambin Gesù, è apparsa una lettera di ringraziamento a nome del piccolo dove ringraziano tutte le persone che li hanno sostenuti.

Cronaca
Pubblicato il 1 febbraio 2019, alle ore 13:28

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I genitori di Alex scrivono una lettera: "Grazie, avete insegnato che si deve sempre lottare"

Sulla pagina Facebook dedicata ad Alessandro Maria Montresor, conosciuto da tutti come Alex, è apparsa una lettera di ringraziamento scritta a nome del bambino e dedicata a tutti coloro che lo hanno aiutato. Alex è il bambino che si è trasferito al Bambin Gesù dall’Inghilterra per cercare di guarire attraverso una cura sperimentale che prevedeva il trapianto di cellule staminali emopoietiche partendo dal DNA del padre. La cura ha funzionato: il bambino è stato dimesso dall’ospedale, ed ha una speranza di vivere.

La lettera dice “Ciao a tutti, adesso che con mamma e papà siamo più che mai pronti ad affrontare questa seconda fase del percorso trapiantologico, ritenevamo doveroso ringraziare, una ad una, tutte le persone che abbiamo conosciuto nella nostra avventura e che ci hanno donato un sorriso, regalato una speranza ed insegnato che si deve sempre lottare anche quando la vita cerca sempre di buttarti al tappeto continuando ignobilmente a riservarti prove difficilissime”. 

Queste sono le bellissime parole che sono state scritte sul profilo social qualche giorno dopo la bellissima nota diffusa dall’ospedale Bambin Gesù di Roma, nella quale si afferma che la procedura del trapianto subita piccolo Alessandro Maria Montresor (affetto da una rara malattia genetica e sottoposto ad un trapianto di cellule staminali emopoietiche del papà) è perfettamente riuscita e, quindi, il bambino può tornare a sorridere con i suoi genitori ed essere dimesso dall’ospedale.

La lettera pubblicata su Facebook è molto lunga. In questa lettera si ringraziano tutti quelli che sono stati accanto al piccolo e alla loro lotta, e tutti coloro che hanno pregato affinché lui potesse farcela, spronando il bambino ed i genitori a lottare e a non arrendersi. Nella lettera scrivono: “tante volte mi sono chiesto perché a me, cosa avessi fatto di male per meritarmi tutta questa sofferenza, solo ora l’ho capito: dovevo essere il testimone del successo della scienza e della solidarietà e della vittoria dell’amore sulla malattia genetica rara come la linfoistiocitosi emofagocitica”.

Nella lettera si ringraziano anche tutte quelle persone che si sono iscritte al registro dei donatori di midollo osseo e tutti quelli che lo faranno in seguito: la coppia di genitori ringrazia anche Mark Zuckerberg per aver inventato Facebook, grazie al quale hanno potuto curare il proprio figlio ottenendo la mediaticità che gli serviva.

All’interno della lettera, viene fatto il nome di molte persone a cui i genitori rivolgono i loro ringraziamenti: non mancano il nome dei medici e degli infermieri dell’ospedale Bambin Gesù di Roma, e di tutte le associazioni che gli hanno permesso di raggiungere l’obiettivo. Viene ringraziato anche il Saint Mary’s Hospital e il Great Ormond Street Hospital ed il servizio sanitario inglese per aver sostenuto il piccolo e per aver coperto le cure mediche per la sua guarigione sia in Inghilterra che in Italia.

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Cosa ne pensa l’autore
Daniela Marella

Daniela Marella - È una gioia infinita che il bambino sia guarito, e mi rende orgogliosa il fatto che la guarigione sia avvenuta grazie ai medici e alla medicina italiana, soprattutto in un periodo in cui non si perde occasione di criticare l'Italia quando in realtà molte nazioni avrebbero da imparare da noi (così come noi abbiamo da imparare da loro).

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