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Coronavirus: Fedez e i suoi follower denunciati dal Codacons

Depositata presso la Procura di Roma formale denuncia nei confronti del rapper e di alcuni suoi follower. La vicenda fa seguito alle polemiche sulla raccolta fondi per l’Ospedale San Raffaele di Milano

Cronaca
Pubblicato il 10 maggio 2020, alle ore 21:47

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Coronavirus: Fedez e i suoi follower denunciati dal Codacons

Continua la polemica a distanza tra il Codacons e Fedez tanto da finire in procura. L’associazione per la difesa dei diritti dei consumatori, infatti, ha presentato formale denuncia alla Procura di Roma nei confronti del rapper milanese, per i reati di diffamazione, calunnia, associazione a delinquere, violenza, minacce plurime e induzione a commettere reati nei confronti sia del Codacons che del suo presidente, Carlo Rienzi. Denunciati anche alcuni follower di Fedez, in corso di identificazione da parte della Polizia Postale, per la pubblicazione sul web di “minacce di morte e post violentissimi contro il Codacons e il suo presidente”.

La vicenda è uno strascico della polemica dei mesi scorsi, dopo l’iniziativa lanciata da Fedez con la moglie Chiara Ferragni, per la raccolta fondi per la creazione di nuovi posti letto per il reparto di terapia intensiva dell’Ospedale San Raffaele di Milano. In quella occasione venne utilizzata la piattaforma Gofundme e, dopo il versamento iniziale di centomila Euro dei Ferragnez, in poche settimane si raggiunse la somma di 4 milioni di Euro, grazie alla donazione di oltre 200 persone. Raggiunto l’obiettivo della raccolta, partirono immediatamente i lavori per la nuova terapia intensiva del San Raffaele, che il 23 marzo ha ospitato i primi pazienti COVID.

In quella occasione il Codacons denunciò le commissioni, poco chiare, che tale piattaforma applicava ai donatori, ottenendo, dall’Antitrust, un provvedimento d’urgenza, che dichiarava illegittime le commissioni sulle donazioni. Ne nacque uno scontro tra Fedez e il presidente del Codacons, Carlo Rienzi a colpi di video sui social.

Il rapper, che difendeva la scelta della piattaforma di crowdfunding, accusava l’associazione dei consumatori della volontà di voler bloccare l’iniziativa di solidarietà con cavilli burocratici, mentre il Codacons, con un esposto alla Procura di Milano, chiese il blocco di tutte le raccolte fondi effettuate tramite privati, sospettando che non tutta la cifra raccolta, fosse stata elargita al San Raffaele per la costruzione della terapia intensiva.

Nel corso delle settimane il clima tra le due fazioni si è surriscaldato, tanto da portare il Codacons a presentare querela nei confronti del cantante, che su Instagram ha manifestato tutto il suo disappunto sulla vicenda.

“Nella vita non ho capito un c….. Per cercare di dare una mano, senza avere niente in cambio, senza pretendere nulla, neanche una pacca sulla spalla, cosa ho guadagnato? Cinque anni che perderò in tribunale a intasare i pubblici uffici. Perché? Perché un’associazione che addirittura faceva una raccolta fondi spacciata per aiuto al coronavirus, che poi i soldi finivano a loro, ha deciso che non sono al livello della loro moralità. Mi viene da ridere.”, queste le parole di Fedez, che dopo aver letto l’elenco delle accuse mosse nei suoi confronti, su twitter ha ironizzato: “Omicidio no?”

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