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Napoli

Cardito, la mamma di Giuseppe: “Ero immobile per lo shock”

La mamma del piccolo Giuseppe, picchiato e ucciso da Tony Essobti Badre, ha raccontato cosa è successo in quei terribili momenti. Su di lei potrebbero ricadere nuove accuse.

Cronaca
Pubblicato il 1 febbraio 2019, alle ore 15:48

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Cardito, la mamma di Giuseppe: “Ero immobile per lo shock”

La madre del piccolo Giuseppe, ucciso dal patrigno Tony Essobti Badre, è stata ascoltata dagli inquirenti ed ha rivelato alcuni dettagli importanti. “Ero sotto shock, non sono riuscita a fare nulla, sono caduta in un blocco psico-fisico” è quello che ha dichiarato Valentina, mamma di Giuseppe, agli inquirenti durante l’interrogatorio.

In queste ore, infatti, si sta cercando di ricostruire quello che è accaduto in quei terribili momento che hanno portato alla tragica morte del piccolo di appena 7 anni di Cardito, in provincia di Napoli, ed al ferimento della sorellina, che si trova ancora ricoverata all’ospedale Santobono di Napoli.

Durante l’interrogatorio la mamma 30enne di Giuseppe ha descritto quello che è successo in quei terribili momento in cui il suo compagno si è avventato con tanta ferocia sui suoi bambini. Al momento la Procura della Repubblica di Napoli Nord non sembrerebbe ancora averla iscritta nel registro degli indagati ma quel che è certo è che si sta cercando di capire se ci siano responsabilità in questa vicenda da parte della donna.

Gli inquirenti, inoltre, stanno cercando di rendersi conto anche della situazione familiare e di eventuali altri episodi di violenza a cui i piccoli potrebbero essere stati sottoposti in passato. Più volte, infatti, secondo quanto hanno riferito alcuni testimoni, il piccolo Giuseppe sarebbe stato visto a scuola con il corpo pieno di lividi.

Al momento non ci sono riscontri certi che possano pensare a violenze reiterate sui piccoli. Sarà importante adesso poter ascoltare la sorellina di Giuseppe, sia per sapere da lei cosa è successo in quei momenti tanto tragici, sia per rendersi conto di cosa in realtà accadesse di solito in quella famiglia. Certo è che si tratterà di un percorso abbastanza lungo in cui sia la bambini che gli inquirenti saranno aiutati da degli psicologi.

Omicidio Cardito: parla la mamma di Giuseppe

La mamma del piccolo Giuseppe durante l’interrogatorio ha affermato di essere rimasta letteralmente sotto shock in quei terribili momenti e di non essere riuscita a reagire.

Secondo il suo racconto, avrebbe cercato di fermare il compagno ma subito dopo sarebbe rimasta completamente impietrita. Una sorta di blocco psico-fisico durato per diverse ore. Ore in cui cui probabilmente il piccolo Giuseppe si sarebbe potuto salvare se qualcuno fosse intervenuto, se qualcuno avesse chiamato i soccorso.

In quelle ore, invece, Tony avrebbe semplicemente acquistato una pomata in farmacia per cercare di “curare” il piccolo e lenire le sue ferite, non rendendosi evidentemente conto della gravità della situazione.

La donna, invece, sarebbe rimasta ferma a sperare che il figlio riprendesse conoscenza. Le cose cambiano, invece, quando arriva in casa il fratello di Tony accompagnato dalla madre. Sarebbero stati i due, infatti, a rendersi conto della terribile situazione ed a chiamare il 118 per prestare soccorso al piccolo. Purtroppo, però, era ormai troppo tardi.

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Cosa ne pensa l’autore
Daniela Pisani

Daniela Pisani - Ma dov'è finito l'istinto materno di questa donna? Come ha potuto rimanere immobile mentre il figlio veniva ucciso? Non riesco davvero a concepire tutto questo. Inoltre, è davvero incredibile che per ore sia rimasta ferma ad attendere che il figlio si svegliasse senza rendersi conto della gravità della situazione. Sicuramente emergeranno altri terribili dettagli di questa vicenda.

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