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Decessi per inquinamento, almeno 11mila in meno durante il lockdown

Secondo uno studio della Crea i bassi consumi di petrolio e carbone durante il lockdown causato dalla diffusione del Coronavirus hanno salvato circa 11mila vite in relazione all'inquinamento atmosferico.

Ambiente
Pubblicato il 1 maggio 2020, alle ore 22:29

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Decessi per inquinamento, almeno 11mila in meno durante il lockdown

E’ ormai risaputo che il lockdown dovuto al Coronavirus ha creato le condizioni favorevoli per un miglioramento della qualità dell’aria, condizioni verificatesi dapprima in Cina e in seguito nel resto del mondo. Secondo il CREA ( Center for Research on Energy and Clean Air) le misure restrittive adottate in Europa per combattere le diffusione del Covid-19, hanno portato a un crollo di combustione del petrolio e del carbone, con un conseguente miglioramento della qualità dell’aria salvando 11mila vite in un solo mese.

Le combustioni del carbone e del petrolio sono la principale fonte di inquinamento da biossido di azoto in Europa. Il CREA ha registrato dall’inizio delle restrizioni un calo del 40% del livello medio di inquinamento da biossido di azoto e del 10% del livello medio di inquinamento da particolato nell’ultimo mese.

Lo studio ha evidenziato anche come la riduzione dell’inquinamento atmosferico stia portando ad alleggerire il sistema sanitario in questo periodo così difficile. Infatti si registra quasi il 40% in meno di morti per insufficienza cardiaca, il 17% in meno per morti dovute a disturbi polmonari e il 13% in meno di morti causate da ictus e cancro. Inoltre sono state registrati circa 6mila casi in meno di asma nei bambini e 6mila nascite premature in meno.

Gli stati europei che maggiormente hanno beneficiato del miglioramento della qualità dell’aria, con numero minore di decessi, sono: la Germania con 2803, segue il Regno Unito con 1752, poi l’Italia con 1490, la Francia con 1230 e la Spagna con 1083. Lo studio effettuato dal CREA si concentra solo sull’Europa e per un periodo di tempo limitato (un mese), quindi non tiene conto del possibile numero di vite salvate a livello mondiale.

Inoltre si precisa che in queste stime non viene conteggiato il numero di vittime da Coronavirus. Il numero di decessi dovuti all’inquinamento è ogni anno molto alto e il CREA ci tiene a sottolineare come la loro analisi metta in evidenza che riducendo il prima possibile la combustione di fossili in modo sostenibile si potrebbe avere un impatto nettamente positivo sulla salute e sulla qualità della vita.

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Cosa ne pensa l’autore
Elisabetta Monda

Elisabetta Monda - Senza alcun dubbio le misure restrittive adottate per combattere la diffusione del Coronavirus hanno avuto un impatto positivo sul nostro ambiente e di conseguenza anche sulla nostra salute, ma credo che tali misure non possano essere adottate ancora per molto tempo, considerando anche i danni economici che esse comportano. Ciò non toglie che, quando saremo ritornati alla normalità, le istituzioni debbano impegnarsi seriamente per trovare valide soluzioni per la riduzione dell'inquinamento.

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