L’Isis ha decapitato 10 persone in Egitto, lasciando poi i corpi sul ciglio di una strada del nord del Sinai.
L’Isis torna a far parlare di sé ma soprattutto a spargere altro sangue. Questa volta siamo in Egitto dove gli uomini dello Stato Islamico di questo paese, che fanno capo al gruppo Ansar Bait al-Maqdis, hanno decapitato ben dieci persone in quanto ritenute “spie per il Mossad”. I loro corpi sono poi stati lasciati sul ciglio di una strada. A riferire questa ennesima barbarie alcune fonti egiziane, che fanno riferimento anche all’esistenza di un video che documenterebbe le terribili uccisioni.
Il video, infatti, mostra le varie decapitazioni effettuate ancora una volta con un enorme coltello e poi i corpi senza teste in un pozza di sangue sul ciglio di una strada dove sono poi stati abbandonati. Proprio alla luce di quest’ennesimo atto dell’Isis il presidente siriano Bashar al-Assad, durante un’intervista alla Bbc, ha dichiarato che “il governo siriano riceve messaggi dalla coalizione anti-Isis guidata dagli Usa sui raid effettuati nel Paese, ma non c’è una cooperazione diretta da quando sono cominciato i bombardamenti lo scorso settembre”.
Una situazione di grandissima tensione internazionale, quindi. Proprio in questi giorni i caccia degli Emirati Arabi Uniti hanno lanciato dei raid aerei contro l’Isis. Una situazione al limite del sopportabile, che rischia di far saltare equilibri internazionali molto importanti e mettere a repentaglio sa sicurezza e la pace mondiale.
Si tratta quindi dell’ennesimo omicidio perpetuato dall’Isis, ancora una volta con modalità barbare e cruente. Sono ancora vivide nella memoria di ognuno di noi le immagini dell’esecuzione del fotografo giapponese Kenji Goto o quelle del pilota giordano 26enne arso vivo dopo essere stato chiuso all’interno di una gabbia.
Le misure preventive e di difesa contro nuovi attacchi dell’Isis sono sempre più numerose e sempre più rigorose, ma nonostante questo sono ancora tanti gli episodi di violenza.