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Netflix: crollo in Borsa, niente pubblicità e futuro piano di abbonamento low cost mobile

Per la prima volta dal 2011, Netflix segna - tra tanti numeri positivi - una flessione negli abbonati in casa: un allarme da non sottovalutare, che verrà affrontato con i contenuti, non introducendo la pubblicità, e con un abbonamento low cost mobile.

Internet e Social
Pubblicato il 18 luglio 2019, alle ore 19:30

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Netflix: crollo in Borsa, niente pubblicità e futuro piano di abbonamento low cost mobile

Quello attuale non sembra essere un momento idillico per Netflix, con lo streaming fondato a Los Gatos (California) da Reed Hastings che, nel pubblicare dei comunque buoni dati finanziari, per la seconda trimestrale del 2019, ha evidenziato una flessione – nel numero di abbonati (presenti negli States) – alla quale si tenterà di porre un argine attraverso il rilascio di una novità per la versione mobile ed il concomitante mancato arrivo della pubblicità.

Di recente, Netflix ha condiviso i dati, apparentemente positivi, del secondo trimestre finanziario del 2019: la celebre piattaforma della grande N è ancora la prima al mondo, con 151.5 milioni di utenti paganti, cui se ne dovrebbero aggiungere ulteriori 7 nel prossimo trimestre. In più, sono cresciuti gli utenti sia rispetto allo scorso trimestre (+ 2.83 milioni) che in raffronto al medesimo periodo dell’anno precedente (+ 23 milioni).

Il problema, che ha portato Netflix a perdere il 12% del proprio valore in Borsa, è che gli analisti si aspettavano, per questo trimestre una crescita di 5 milioni di utenti globali, e non di 2.7 milioni: per la prima volta, inoltre, oltreoceano, ove la piattaforma ha all’incirca 60 milioni di abbonati, vi è stato il primo calo dal 2011, forse dovuto al sostanzioso aumento tariffario che, ora richiede, 13 dollari per l’abbonamento base. Se ancora non bastasse, prossimamente arriveranno sul mercato numerosi pesanti competitor, tra cui Apple TV+Disney+, e molte serie apprezzate, tra cui The Office e Friends, già dalla fine dell’anno, incominceranno a passar di mano. 

Hastings, intervenuto in merito, ha tentato di calmare le acque, sostenendo che la perdita di alcune esclusive libererà risorse per contenuti originali, e che – comunque – è attesa una ripresa dei numeri con l’arrivo in onda delle nuove stagioni di Orange Is the New Black, The Crown, e Stranger Things.

Sempre con l’obiettivo di trainare la ripresa, ripetendo magari il miglior risultato di utenti attivi di sempre (ottenuto appena qualche mese fa, nel Q1, con + 9.6 milioni di nuovi abbonati), Netflix ha affermato che non verranno introdotti (forse anche memore del sondaggio di Entertainment Research secondo cui la misura avrebbe ridotto del 23% gli iscritti alla piattaforma) gli annunci pubblicitari (prima e durante la visione dei contenuti) ipotizzati da alcune testate di settore nelle scorse settimane: in più, cosa altrettanto gradita agli utenti, arriverà un nuovo piano di iscrizione low cost.

Facendo seguito a 3 mesi di test condotti in India, proprio nell’immenso paese in questione – a partire dal terzo trimestre del presente anno – verrà offerta la possibilità di eseguire lo streaming solo da device mobili, probabilmente con risoluzione a 480p, corrispondendo appena (si pensa) 3 dollari al mese. In seguito, l’opzione in oggetto potrebbe anche essere estesa globalmente, mercato dopo mercato. 

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - Magari sarà presto per parlare di crisi, perché i numeri generali sono ancora molto buoni, ma un campanello d'allarme c'è: la piattaforma di Hastings ha rimodulato non poco le sue tariffe, negli ultimi tempi (anche in Italia, in verità) e, quindi, occorre davvero implementare una reazione, con nuove esclusive e abbonamenti iper convenienti, se si vuol mantenere intatto lo scettro di regina della categoria, adattandosi anche alle nuove sfide in arrivo.

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