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Facebook: di nuovo problemi con la privacy, chiuse 23 Pagine di fake news italiane, restyling in arrivo nel Bel Paese

Facebook, coinvolta di recente in nuove decisioni in merito alla privacy, avrebbe avviato il roll-out della sua nuova interfaccia anche in Italia e, proprio nel Bel Paese, avrebbe chiuso 23 Pagine di disinformazione, per lo più legate all'attuale esecutivo.

Internet e Social
Pubblicato il 13 maggio 2019, alle ore 19:32

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Facebook: di nuovo problemi con la privacy, chiuse 23 Pagine di fake news italiane, restyling in arrivo nel Bel Paese

La celebre piattaforma di social networking Facebook continua a dormire sonni agitati, con le istituzioni di mezzo mondo ancora impegnate a scovare e sanzionare eventuali violazioni della privacy: Menlo Park, però, non si scoraggia e, dopo aver attuato alcuni cambiamenti ai piani alti di Oculus, che presto lancerà in commercio i visori Rift S e Quest, ha attenzionato l’Italia, cancellando diverse Pagine di fake news tricolori, e fatto arrivare anche nel Bel Paese la sua nuova interfaccia.

Come già visto in passato, i rapporti di Facebook con le istituzioni sono sempre stati piuttosto difficili, e ciò è confermato anche da quanto successo recentemente in Turchia, ed Italia. In Asia minore, il locale garante per la privacy ha concluso con una sanzione di pressappoco 235 mila euro (1.65 milioni di lire turche) l’istruttoria avviata in seguito all’episodio di Settembre, confermato da Facebook stesso, quando un bug permise che terzi potessero accedere alle foto pubblicate dagli utenti (tra cui 300 mila iscritti turchi) sul noto social.

Anche dal garante per la privacy italiano non arrivano belle notizie, con la pubblicazione del rapporto relativo alle attività svolte nel 2018. Nel dossier presentato, una parte riguarda WhatsApp che, a fine Agosto 2016, modificò l’informativa sulla privacy, rivelando che avrebbe condiviso le informazioni degli utenti con Facebook in base a varie motivazioni, tra cui una sulla sicurezza, per prevenire abusi, ed una pubblicitaria, per mostrare loro pubblicità mirate sul social. Secondo il garante nostrano, l’illustrazione delle finalità coinvolte sarebbe stata parziale e non pienamente esplicativa, mentre il consenso ai cambiamenti messi in atto non sarebbe stato prestato in modo totalmente consapevole visto che, leggendo la nuova informativa, appariva già flaggata l’opzione di accettazione. La decisione presa, in questo caso, prevede che WhatsApp non possa cedere alla controllante Facebook i dati degli utenti il cui consenso sarebbe stato ottenuto in queste modalità, e la diffida al social a proseguire nel trattamento degli stessi.

Siccome “piove sul bagnato”, anche dai privati giungono grane a Facebook. Un informatore anonimo ha rivelato alla Consob americana che Facebook non rimuoverebbe i contenuti estremisti, anzi. Nello specifico, analizzando i gruppi di alcune organizzazioni, legate all’Isis, ad Al Qaida, ed ai suprematisti bianchi, si è scoperto che Facebook, come già fa normalmente per gli utenti comuni, avrebbe generato anche per questi ultimi dei contenuti automatici, tra cui video, di carattere celebrativo

Qualcosa, in quel di Menlo Park, però, è decisamente cambiato come atteggiamento. Il social, infatti, ha comunicato alla BBC d’aver fatto causa a Rankwave, una società coreana che, a dire del network in blu, visto l’ostruzionismo dimostrato dagli interlocutori, non avrebbe rispettato le sue policy, usando illegittimamente i dati degli iscritti a Facebook (ad oggi si ignora il numero preciso di account coinvolti) a scopo di pubblicità e marketing. 

Anche la lotta contro la disinformazione continua senza sosta su Facebook. Il celebre social, in seguito alla denuncia presentata da Avaaz, piattaforma di democrazia partecipativa tramite petizioni online, ha chiuso 23 pagine italiane, per un seguito totale di circa 2.46 milioni di followers, che propagavano false notizie relative ai vaccini ed all’immigrazione: secondo quanto emerso, la maggior parte di queste pagine era a sostegno della Lega di Matteo Salvini, e del Movimento 5 Stelle

Mettendo da parte le battaglie di principio, e convergendo su iniziative di carattere propositivo, a fine Aprile, nel corso dell’evento F8 dedicato ai propri sviluppatori, Facebook promise diversi cambiamenti anche per Facebook. Il social, oltre ad alcune novità funzionali (più centralità ai gruppi e la feature per incontrare nuovi amici), avrebbe adottato (sia nelle app che nella versione web based) un’interfaccia ridisegnata all’insegna del minimalismo e della delicatezza cromatica, col bianco che avrebbe sostituito in gran parte il blu tradizionale e le icone, ancora colorate, ma meno vivacemente, che sarebbero state rimpicciolite: a quanto pare, nel corso del tempo il roll-out sarebbe proseguito senza sosta e, proprio in queste ore, avrebbe iniziato a far capolino anche in Italia

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - Secondo me, fino a quanto non verranno varate regolamentazioni severe sulla privacy, obbligando le aziende ad attenervisi, i garanti della privacy andranno a nozze con le continue leggerezze di Facebook: sulla nuova grafica, invece, mi trovo decisamente d'accordo con quanto intrapreso, trovandola più armonica e meno aggressiva per la vista.

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