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Facebook: bloccati troll russi e iraniani, punteggio antibufala, avvicinamento degli speaker smart

Facebook, nel giro di pochi giorni, ha inanellato 3 novità destinate a far discutere, considerata l'ennesima tappa della lotta ai presunti troll russi, un arzigogolato sistema antibufala della credibilità, e l'imminente arrivo degli speaker smart.

Internet e Social
Pubblicato il 22 agosto 2018, alle ore 19:41

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Facebook: bloccati troll russi e iraniani, punteggio antibufala, avvicinamento degli speaker smart

In questo periodo di grandi novità per lo più hardware, con Xiaomi ed Oppo sugli scudi, Facebook si è limitata alla cosiddetta “ordinaria amministrazione“: nel caso di Menlo Park, ciò si può tradurre nel prosieguo della battaglia contro i chimerici troll russi, nell’implementazione di un sistema di credibilità in ottica antibufala, e nell’ennesima sperimentazione aziendale.

Facebook dev’esser decisamente rimasta scottata dalle tante critiche ricevute in occasione delle scorse presidenziali USA e, a più riprese, ha promesso che non sarebbero più stati tollerati condizionamenti esterni alla formazione delle opinioni: l’ennesima tappa di questa lotta contro la fabbrica estera del dissenso si è avuta nei giorni scorsi, quando il social in blu ha comunicato di aver stoppato una campagna di disinformazione messa in atto da più di 650 tra pagine, gruppi ed account che, tramite contenuti, ingannavano le persone su quello che facevano davvero.

Tramite una sorta di pedinamento online, dai post pubblicati nelle pagine incriminate, si è arrivati a gruppi od account che, a volte, portavano in Iran (da cui erano stati registrati anche 284 account bloccati, invece, da Twitter) e – in altri casi – avevano a che fare con gli agenti segreti del Cremlino (che, secondo Microsoft, a Luglio si sarebbero intrufolati nei PC di 3 candidati congressuali, e ad Agosto avrebbero attenzionato gruppi affini ai Repubblicani): il comunicato ufficiale di Menlo Park, in ogni caso, ha tranquillizzato tutti spiegando che tali canali sono stati debitamente “chiusi” grazie ad un approccio che, finalmente, da reattivo è passato ad essere proattivo (cioè, preventivo). 

Un altro elemento destinato a far discutere, a proposito di Facebook, si è avuto con un’intervista rilasciata al Washington Post dalla responsabile che, nel team di Zuckerberg, si occupa della disinformazione: Tessa Lyons, questo il nome della dirigente, ha spiegato che – a volte – chi segnala una bufala lo fa perché non condivide il senso di quello che viene detto. Per tale motivo, con un meccanismo che ricorda un po’ le misure di buona condotta approvate il Maggio scorso dalla Cina, si è pensato di assegnare un voto di 1 o 0 ai segnalatori: nel caso un alert si rivelasse veritiero, le future segnalazioni di quella persona peseranno di più (1), diversamente avverrà il contrario (0).

 Infine, gli smart speaker. Qualche settimana dopo la nascita dello scandalo Cambridge Analytica, Facebook decise di rimandare a data da destinarsi il varo dei suoi speaker smart, non reputando opportuno presentare dispositivi che, in piena bufera sulla privacy, avrebbero richiesto altri dati agli utenti. Quel momento a lungo rimandato, però, si starebbe avvicinando, e diversi rumors ipotizzano che possa coincidere con Ottobre: ne sono sicuri i colleghi di TechCrunch i quali, analizzato il codice di alcune versioni di Messenger e Facebook per Android, vi hanno trovato traccia di un sistema di conversione vocale chiamato Aloha. Quest’ultimo, alla base di un assistente vocale cross-platform per dispositivi Wi-Fi e Bluetooth, si occuperebbe di convertire i comandi audio ricevuti in puro testo, decodificandone il senso. 

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - Non so se davvero Facebook sia passata ad un approccio di tipo proattivo: secondo quello che Menlo Park comunica, mi sembra che ci si limiti sempre a reagire a qualcosa che si riscontra e che, evidentemente, ha tutta la libertà necessaria per potersi mettere in atto. Le passate polemiche sugli algoritmi, poi, non sembrano aver insegnato nulla ai dirigenti di Zuckerberg che, continuando a non comunicarlo pubblicamente agli iscritti, persistono nel variare i criteri secondo cui una cosa è ritenuta affidabile o meno. Dulcis in fundo, verso Ottobre ci ritroveremo anche gli speaker smart di Facebook: come se tra Amazon, Google, e compagnia bella, non fossero abbastanza le orecchie smart che ci ascoltano in casa...

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