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Facebook: al lavoro su occhiali AR per la lettura del pensiero, e sul Portal di 2° generazione

Secondo indiscrezioni, Facebook avrebbe avviato contatti con grossi nomi dell'entertainment per includerne i contenuti nel nuovo Portal previsto in autunno: in più, va avanti il progetto dell'interfaccia per la lettura dei pensieri. Privacy ancora a rischio?

Internet e Social
Pubblicato il 1 agosto 2019, alle ore 20:00

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Facebook: al lavoro su occhiali AR per la lettura del pensiero, e sul Portal di 2° generazione

Facebook, il social network co-ideato e fondato da Mark Zuckerberg, si avvia a far parlare ancora una volta di sé, grazie a due novità emerse di recente, a proposito di un dispositivo in grado di leggere i pensieri delle persone, e di un hardware inquadrato nella gamma di accessori smart “Portal”.

Di recente, Elon Musk ha fatto molto parlare di sé per il progetto – targato Neuralink – che mira a creare un’interfaccia cervello-macchina mediante inserti hardware nel primo: anche Facebook, tramite i suoi Reality Labs, è “sul pezzo”, almeno da un paio di anni, ovvero da quando (all’F8 del 2017) il suo ricercatore, Mark Chevillet, aveva anticipato di essere al lavoro, assieme all’Università californiana di San Francisco, su un meccanismo non invasivo per leggere nella mente delle persone che fosse in grado di indovinare almeno 100 parole al minuto, basandosi sugli algoritmi dell’intelligenza artificiale.

Il progetto è andato avanti, come dimostrato da un filmato diffuso nelle scorse ore nell’ambito di quanto pubblicato su Nature Communications, raggiungendo un grado di precisione del 61% su un range di parole e frasi ancora limitato e da ampliare, ottenuto ponendo delle domande alle persone con il successivo rilevamento delle risposte – silenziose – conseguito attenzionando le aree del cervello dedicate alla comprensione prima e alla produzione poi del linguaggio.

La finalità dell’esperimento, come riportato in alcune dichiarazioni, potrebbe essere quella di consentire, in persone le cui facoltà comunicative siano state inibite da un danno cerebrale, di immaginare solamente le parole che vorrebbero dire, con degli occhiali AR, preferiti in quanto interfaccia che non isola dal mondo, incaricato di rilevare il tutto dandogli espressione.

Al momento, non è chiaro quando e se tale accessorio verrà mai messo in commercio, né che direzione d’uso prenderà, ma è lecito ipotizzare sin da ora che sarà centro di nutrite polemiche sulla privacy, come avvenne ai tempi per il varo degli smart display Portal e Portal Plus.

Proprio la seconda generazione dei device in questione, data come in arrivo per il prossimo autunno, sarebbe al centro delle indiscrezioni raccolte dal portale The Infomation, e  non confermate da Facebook (interpellata dall’agenzia Reuters), che ha riferito di come Menlo Park sia lavoro su un hardware, privo di schermo in quanto basato su quello delle TV, attualmente noto col codename di “Catalina” che, oltre a riprendere la funzionalità di videochiamata dei primi Portal, sarebbe anche capace di erogare un servizio di intrattenimento via streaming, come confermato dalla presenza di un telecomando e di contatti avviati con importanti broadcaster dell’intrattenimento, del calibro di Amazon (Prime Video), Netflix, Hulu, HBO, e Disney (il  cui Disney+, in arrivo dal 12 Novembre, porterà in dote contenuti di Star Wars, della Marvel, e dello studio d’animazione Pixar).

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - Decisamente sì: la privacy sarà ancora in gioco con le nuove invenzioni di Facebook. La prima, in effetti, non lascia molti dubbi in merito, visto che il voler indovinare i pensieri di qualcuno è per sua stessa natura qualcosa di invasivo, anche se portato avanti senza l'inserimento di chip fisici nel cervello. Nel secondo caso, invece, sembra puntarsi più sull'intrattenimento, e sul sedare eventuali polemiche omettendo la presenza di un display integrato, sebbene Menlo Park ci abbia abituati ad aspettarci sorprese non sempre propriamente piacevoli, anche nei casi apparentemente più tranquilli.

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