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WhatsApp: attivata su iOS la protezione dell’app tramite Face ID e Touch ID

WhatsApp, appena introdotta una piccola novità sugli adesivi in ambito Android, ha concesso un "contentino" (non da poco) anche agli utenti della mela morsicata, tramite il supporto ai sistemi biometrici di autenticazione. Ecco come avvalersene.

Software e App
Pubblicato il 4 febbraio 2019, alle ore 13:42

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WhatsApp: attivata su iOS la protezione dell’app tramite Face ID e Touch ID

Sebbene in Asia il dominio delle chat app interattive sia in mano a WeChat, in Occidente, com’è noto, ad essersi affermata, per quanto riguarda le social app, troviamo WhatsApp: proprio l’app in questione, di recente, ha destato l’interesse degli addetti per importanti novità emerse sul suo conto. 

Spesso, l’utenza della messaggistica è concorde nell’affermare che la rivale russa Telegram sia più solerte nell’introiettare le novità hardware cui vanno incontro gli smartphone: il riferimento, neanche tanto recondito, va al supporto garantito dalla grande T ai sistemi di autenticazione biometrica, grazie ai quali è possibile proteggere l’accesso alle chat personali. Su WhatsApp, un risultato del genere poteva essere ottenuto solo su Android (in cui, di recente, è arrivato il download dei singoli adesivi), ma ricorrendo ad applicazioni lucchettanti di terze parti.

Qualcosa, però, è cambiato (quanto meno) su iOS visto che, dopo quanto scoperto un mese fa da WABetaInfo, gli iPhone in possesso della release 2.19.20 di WhatsApp possono finalmente proteggerne le conversazioni, grazie ai sistemi biometrici di cui sono dotati (Touch ID sui modelli più obsoleti, dall’8 al 5S, Face ID su quelli più recenti, dall’X ai successivi).

Per farlo, avendo avuto cura di disabilitare preventivamente l’anteprima delle notifiche sulla schermata di blocco, e tenendo ben conto del fatto che sarà in ogni caso possibile replicare a chiamate e messaggi, sarà sufficiente recarsi nella sezione “Account” delle “Impostazioni” e, quivi giunti, consultare le voci della categoria “Privacy” sino ad abilitare “Blocco schermo”.

A quel punto, settato dopo quanto tempo si desidera lo sblocco col sistema di autenticazione scelto (massimo un’ora, minimo “subito”), se anche un utente terzo avesse sbloccato il device della vittima digitandone il relativo PIN (per aggirare l’autenticazione biometrica), nulla potrebbe contro la protezione dell’intera applicazione WhatsApp, sbloccabile solo col volto o l’impronta digitale debitamente depositate dal proprietario del telefono

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - Trovo che una tal funzionalità sia davvero importantissima per la propria privacy, visto che permette di proteggere WhatsApp anche senza dover lucchettare l'intero smartphone (destando, in tal caso, più di un sospetto). In questo modo, qualora si debba prestare per un istante il proprio telefono, si potrà esser certi che nessuno vada a sbirciare: quanto meno su WhatsApp.

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