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Spotify: tante novità (non tutte positive, anzi) in tema di podcast

Acquistata una nuova società che potrebbe essere utile nel ramo dei podcast, segmento nel quale ha chiuso il suo primo studio di produzione interno, Spotify ha finalmente messo a disposizione dei suoi utenti mobili il sistema di valutazione dei podcast.

Software e App
Pubblicato il 14 gennaio 2022, alle ore 14:01

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Spotify: tante novità (non tutte positive, anzi) in tema di podcast

Spotify, nelle scorse ore, ha attivato a tutti gli utenti mobili, su Android e iOS, il promesso sistema di valutazione dei podcast, una particolare tipologia di contenuto nella quale la piattaforma svedese continua a credere molto, anche a fronte di risultati ad oggi non propriamente esaltanti. 

Lo scorso Dicembre, Spotity ha annunciato un’importante acquisizione, riguardante l’australiana Whooshkaa, che offre servizi di podcasting enterprise, si occupa di spech-to-text (e viceversa), con possibilità quindi di trasformare in testo i podcast (e viceversa), risultando attiva anche nel supportare editori, creativi, e brand, con soluzioni per ospitare, distribuire, tracciare e monetizzare i loro contenuti audio on demand. Uno dei core business per cui Whooshkaa è rinomata, però, è il servizio che consente alle emittenti radiofoniche di convertire in podcast i contenuti audio di cui sono già in possesso, che presumibilmente la grande S svedese intenderà integrare nella suite Megaphone, attiva nella monetizzazione attraverso la pubblicità sui podcast, comprata poco prima ma sempre nel 2021, per la bella cifra di 235 milioni di dollari. 

Col nuovo anno, si è tornato a parlare di podcast in casa Spotify, ma (molto) in negativo (e non solo per una notevole perdita di ascoltatori da parte del conduttore Joe Rogan dopo il suo passaggio in esclusiva a Spotify). Secondo quanto riferisce The Verge, la piattaforma ha deciso di chiudere il suo primo studio di produzione di podcast (autore di trasmissioni come “Chapo: Kingpin on Trial” e “Dissect”), Spotify Studio (diventato poi Studio 4 dopo le acquisizioni di studi esterni del calibro di Parcast, The Ringer e di Gimlet, con quest’ultimo pure finito in una non invidiabile situazione di crisi a causa di dissapori interni).

La scelta in questione, motivata ufficialmente in una mail interna con il fatto che permetterà di “muoverci più rapidamente e fare progressi più significativi e faciliterà una maggior collaborazione tra i vari rami della nostra azienda“, ha portato alcuni dipendenti a essere riassegnati ad altri incarichi, con quelli rimasti e la responsabile dello studio (Gina Delvac) invitati a dare un’occhiata alle posizioni interne aperte, dato che sono stati licenziati.

Stoppata in quel di Novembre la funzione Car View che tanto semplice rendeva la fruizione di Spotify nelle Auto, la piattaforma avrebbe dovuto riscattarsi da lì a poco offrendo agli utenti premium l’ascolto in modalità loseless, Hi-Fi, cioè senza perdita di qualità: da Stoccolma tale implementazione era stata promessa (a Febbraio!) entro la fine del 2021, cosa che non è avvenuta. Nelle scorse ore, in un forum ufficiale della Community della piattaforma, un moderatore ha fatto sapere che il progetto è stato sospeso indefinitivamente senza nuovi riferimenti per le tempistiche di rilascio, in quanto il team al servizio del CEO Daniel Ek vorrebbe “rendere disponibile il servizio nelle migliori condizioni possibili”.

Infine, una bella notizia. Circa un mese fa, Spotify annunciò il varo di un sistema di valutazione dei podcast, piuttosto classico nel funzionamento con un excursus da 1 a 5 stelle, promettendone un roll-out progressivo nelle settimane successive. A quanto pare, la distribuzione della novità ora coinvolge tutti gli utenti lato mobile (iOS/Android)

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - A parte la messa a disposizione del sistema di valutazione dei podcast, direi che l'ultimo mese sia stato poco fortunato per Spotify, quanto meno per i podcast sui quali da qualche anno sta investendo in modo davvero pesante e continuo: va detto che la piattaforma sta mettendo sempre più strumenti a disposizione dei creatori di contenuti e che, quindi, potrebbe trattarsi di una fase di stallo momentanea, magari superabile con il duro lavoro e un po' di maggior fiducia nei propri strumenti (che non andrebbero chiusi).

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