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Spotify: tante novità in tema di podcast, anche per l’Italia

L'arrivo in Italia dei podcast in abbonamento è solo una delle tante novità che, nel segmento delle trasmissioni audio, la celebre piattaforma ha annunciato o messo in cantiere: ecco le più importanti.

Software e App
Pubblicato il 17 novembre 2021, alle ore 19:49

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Spotify: tante novità in tema di podcast, anche per l’Italia

La nota piattaforma di streaming audio Spotify, che di recente ha minacciato di trattenere le royalties nel caso siano state maturate con fake stream, ha annunciato diverse novità in relazione ai podcast, senza trascurare il comparto collegato degli audiolibri. 

Assieme alla musica, Spotify sta puntando molto anche sui podcast, anche nel panorama italiano, ove l’offerta è aumentata di oltre l’89% nell’ultimo anno, con l’arrivo dallo scorso 13 Ottobre, di 4 nuovi podcast firmati da The Jackal, Morgan (grandi del rock scomparsi troppo presto), Camihawke e Alice Venturi (storie personali), Maurizio Tentella (cibo e calcio). Dopo l’esordio ad Aprile negli USA, arrivano in 28 mercati complessivi, compreso il nostro (con Canada, Austria, Francia e Germania coinvolte dal 22 Novembre), tramite il client iOS e Android i podcast in abbonamento, che offriranno agli utenti contenuti in accesso anticipato, episodi bonus (come quelli che il programma apripista “Start – Le notizie del Sole 24 ore” pubblicherà ogni lunedì), contenuti esclusivi e altri privi di pubblicità.

I podcasters (che solo dal 2023 dovranno corrispondere il 5% a Spotify di quel che guadagnano con gli abbonamenti) faranno riferimento alla piattaforma Anchor, acquistata da Spotify in passato, per avere a disposizione diverse fasce di prezzo, in modo da avere la massima libertà nel chiedere ai propri abbonati quanto ritengono adeguato, e migliori statistiche sugli stessi, che torneranno utili per aggiustare “il tiro” dei contenuti che pubblicheranno in seguito). 

Ancora nel campo dei podcast, ma più ad ampio raggio, Spotify, portando al culmine una collaborazione già in atto da tempo, ha comunicato d’aver acquistato, per 235 milioni di dollari, la società Megaphone (un tempo nota come Panopoly) alla quale si deve la realizzazione di podcast di grande prestigio, come quelli di Vox, The Wall Street Journal e Buzzfeed, in modo da poter offrire ai propri partner la possibilità di raggiungere un pubblico più vasto e vari strumenti per monetizzare i podcast. 

Con lo scopo, poi, di “diventare la destinazione per tutto ciò che riguarda i contenuti audio, sia per gli ascoltatori che per i creatori“, Spotify si avvia a finalizzare, entro fine anno, l’acquisizione anche di Findaway, una società americana attualmente leader nella distribuzione di audiolibri, in modo da “vendere singoli audiolibri a utenti gratuiti e a pagamento“. Infine, con lo scopo di aiutare i propri artisti a vendere il proprio merchandising (es. magliette, cappellini, felpe, adesivi, spille, polsini, etc), la piattaforma svedese ha ufficializzato anche una collaborazione con Shopify per l’apertura presso quest’ultima di un canale ufficiale di Spotify: il tutto, previa associazione tra il profilo store su Shopify e il proprio account Spotify for Artists, permetterà agli artisti di condividere nei rispettivi profili dello streaming i propri cataloghi e i relativi prodotti di punta. 

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - Direi che Spotify ha più di un semplice interesse per i podcast: non solo compra e realizza contenuti originali in questo ambito, ma ne cura bene anche la distribuzione, comprendendo sempre nuovi generi, e mettendo a disposizione sempre nuovi strumenti, anche di monetizzazione, per i podcaster (e, ovviamente, per gli utenti, fruitori finali).

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