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Instagram: dati dei minori esposti, integrazione con Messenger anche lato business

Prosegue l'integrazione di Instagram con Messenger, nelle scorse ore anche a livello "business", nonostante la piattaforma di photo sharing di Menlo Park sia risultata essere nuovamente sotto indagine per un problema nella tutela dei dati personali.

Software e App
Pubblicato il 20 ottobre 2020, alle ore 08:26

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Instagram: dati dei minori esposti, integrazione con Messenger anche lato business

Instagram, nota piattaforma di photo-sharing di Facebook, ormai arricchitasi di uno strumento anti TikTok, ha appena annunciato l’integrazione con Messenger anche dal punto di vista “business”: nel contempo, la medesima piattaforma è risultata essere sotto indagine in Europa, da una locale autorità per la privacy.

Secondo quanto redono noto il quotidiano britannico Guardian e l’agenzia stampa Reuters, in seguito a una segnalazione di David Stier, specialista di dati, una delle autorità europee in tema di protezione dei dati, il Data Protection Commission irlandese avrebbe messo sotto indagine Instagram per un episodio, occorso nel 2019, che avrebbe esposto i dati sensibili (mail e numero di telefono) di 60 milioni di utenti sotto i 18 anni, nel momento in cui questi ultimi avevano accettato di convertire i loro profili da personali in business sì da poter avere maggiori metriche per poter analizzare il successo dei propri post. In più, sembra che gli stessi dati fossero stati inclusi nel codice sorgente HTML della versione web based della piattaforma, quindi accessibili a qualsiasi crawler sondasse il web alla ricerca di dati personali. 

Nonostante le repliche di Facebook, secondo le quali gli utenti erano informati che nello swich dei profili i loro dati di contatto sarebbero diventati pubblici, e che quindi vi è una “grossa differenza tra l’esporre dati personali e il consentire agli utenti di esporli“, l’autorità europea ha fatto partire due indagini a carico di Facebook.

Nella prima verrà stabilito se avesse la base giuridica per raccogliere ed elaborare i dati in questione, mentre la seconda, analizzando le impostazioni degli account e dei profili di Instagram, valuterà se la stessa abbia ottemperato ai requisiti di protezione dei dati previsti dal GDPR. In caso di esito negativo, per ognuna delle due violazioni, potrebbe esservi una multa pari a 20 milioni di euro, o al 4% del fatturato annuo globale (con propensione per la condanna che risulterà più onerosa tra le due opzioni). 

Nel frattempo, da Menlo Park, in tema di novità e di convergenza tra i propri servizi, è arrivato l’annuncio dell’integrazione di Instagram nelle nuove API di Messenger, all’insegna di un test limitato aperto a pochi partner prescelti (H&M, Adidas, Michael Kors, Sephora, etc). A seguito di tale convergenza, le imprese di un certo volume potranno adoperare i bot di Messenger (attivi dal 2016 e migliorati nel 2017) per rispondere alle domande più semplici giunte dai clienti su Instagram (con la conseguenza che, collegando questi ultimi al database dei prodotti, nel ricevere le domande dei clienti si potrà anche percorrere lo storico dei loro ordinativi), destinando il personale umano alle richieste più complesse e, tra le altre cose, potranno curare la propria presenza su Instagram (profilo, aggiornamento degli Instagram Shop, pubblicazione Storie) direttamente dalle app di terze parti che usano per gestire i rapporti con i clienti

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - Ormai bisogna rendersene conto: Facebook e i suoi servizi (sempre più integrati per quanto riguarda Instagram e Messenger) trattano dati personali, e quando ciò avviene in modo così massiccio, fare qualche errore è da mettere in conto, come pure è da preventivare una qualche multa da chi vigila sul trattamento dei dati personali. Come ebbi modo di dire ai tempi dell'affaire Cambridge Analytica, Menlo Park farebbe bene ad accantonare regolarmente dei fondi pro multe, perché tanto ne arriveranno di continuo in tal senso.

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