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Sequestrata la nave Aquarius: smaltiva in Italia i rifiuti infettivi dei migranti

Ventiquattro i componenti di Msf indagati. Smaltiti in un solo anno 24 mila kg di rifiuti in 11 porti italiani. Tra i rifiuti, anche oggetti sanitari infetti del virus dell'Aids.

Politica
Pubblicato il 20 novembre 2018, alle ore 19:57

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La nave Aquarius di Sos Mediterranée e di Medici Senza Frontiere è finita di nuovo al centro di uno scandalo. Questa volta non per aver trasportato clandestinamente masse di migranti sulle coste italiane quanto, piuttosto, per aver smaltito illegalmente rifiuti pericolosi e a rischio infezioni da Hiv, meningite e tubercolosi, nei porti italiani.

La vicenda, scoperta dalla procura di Catania, ha portato al sequestro della nave e di 460 mila euro in contanti. Ventiquattro le persone indagate, tutte accusate di traffico illegale di rifiuti pericolosi. I fatti risalgono a un anno fa e hanno portato gli inquirenti ad aprire il vaso di Pandora sull’ennesimo affare losco delle cosiddette “navi umanitarie”.

Secondo la procura catanese, la Ong avrebbe scaricato in Italia indumenti contaminati indossati dagli extracomunitari, scarti alimentari e rifiuti sanitari infettivi fatti passare per semplici rifiuti urbani. Oggetti che, dopo essere stati usati a bordo della Aquarius per assicurare l’assistenza medica ai migranti, finivano poi nel sottosuolo del Belpaese.

A confermare l’accusa degli inquirenti, ci sarebbero intercettazioni telefoniche, telematiche, ambientali e video, che attestano l’illecito traffico di chi, nascondendosi dietro la maschera del “buonismo ” e dell’emergenza sanitaria, incassava somme notevoli sia per trasportare i migranti, sia per smaltire irregolarmente i rifiuti nocivi.

Stando agli inquirenti, Aquarius avrebbe scaricato 24 mila kg di rifiuti in 44 diverse occasioni e in 11 porti italiani, tutti localizzati nel Sud Italia. E l’operazione di smaltimento avrebbero procurato, nelle casse della Ong, un profitto pari a 460 mila euro. Guadagni illeciti che smentiscono definitivamente la favola che vuole le navi Ong mosse solo da sentimenti filantropici.

Il profitto economico sembra invece essere l’unico obiettivo di questi taxi del mare al servizio di chi lucra sui migranti e sui rifiuti, e che la chiusura dei porti italiani voluta da Salvini ha in parte fermato. A dirlo è stato lo stesso ministro dell’Interno:“Ho fatto bene a bloccare le navi delle Ong, ho fermato non solo il traffico di immigrati ma da quanto emerge anche quello di rifiuti”.

Cosa ne pensa l’autore
Mario Barbato

Mario Barbato - Questo scandalo è l'ennesima prova della disonestà di certe Ong che ancora osano definirsi "umanitarie" quando, invece, inseguono un business che a definire criminale non si esagera. Il tutto avallato da una sinistra che ha riempito l'Italia non solo di delinquenti stranieri, ma anche di rifiuti nocivi e di migranti contagiati da malattie infettive che sembravano debellate per sempre.

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