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Salvini e la valanga di striscioni "Matteo togli anche questi"

Dal caso di Brembate a Milano, dove è stato rimosso forzatamente uno striscione con su scritto parole di dissenso nei confronti del Ministro Salvini, il gesto ha destato non poco scalpore, suscitando l'ira e lo sdegno di tante persone in Italia.

Politica
Pubblicato il 15 maggio 2019, alle ore 14:51

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Salvini e la valanga di striscioni "Matteo togli anche questi"

Numerosi sono stati in questo giorni gli interventi da parte delle forze dell’ordine per la rimozione degli striscioni contro il ministro degli Interni Matteo Salvini. Dopo il caso di Brembate dove la Digos ha rimosso da un balcone lo striscione con su scritto “Non sei il benvenuto“, tale gesto di rimozione ha destato notevole scalpore e indignazione in tante persone in tutta Italia.

L’ordine di rimozione, nella fattispecie a Brembate, fu emanato dal questore Maurizio Auriuemma, giustificandosi per il gesto di rimozione affermando che lo striscione è stato rimosso “Per evitare possibili tensioni“. In pochissimo tempo, sul web si è scatenata una pioggia di critiche e dissensi, a volte anche ironiche, sul modus operandi che adopera il ministro in piena campagna elettorale per le Europee.

Ma le contro-risposte all’episodio di Brembate, giudicato scorretto secondo l’opinione di molti, non tardano ad arrivare: di fatti già domenica 18 Maggio, sempre a Milano, ci sarà una vera e propria ostensione di lenzuoli per Matteo Salvini, in segno di protesta, da parte di tutti i cittadini milanesi che vorranno partecipare. 

Un effetto boomerang insomma: là dove l’intento era di “evitare possibili tensioni”, i dissensi si sono decuplicati, ed il gesto non è di fatto passato inosservato. Le adesioni da parte dei cittadini appaiono già numerose: l’iniziativa è stata organizzata dai Sentinelli di Luca Paladini che di fatto ha anche lanciato un hashtag #salvinitoglianchequesti. Non solo Milano è intenzionata a protestare contro il gesto della rimozione degli striscioni e, infatti, pare che anche altri luoghi siano solidali alla causa

Da Roma a Perugia, Cagliari, NapoliBologna e Rimini, ci si prepara a sfoggiare i propri striscioni appesi ai balconi: insomma, una vera giornata di “mobilitazione dei balconi“. La base della protesta di fatto risiede proprio sulla negazione della libertà di espressione, sancita dalla Costituzione. E, se pur di poco conto, una rimozione forzata di uno striscione rappresenta una vera negazione di espressione: là dove il contenuto dello striscione non è oggetto di offesa diretta, ma solo di dissenso, è un diritto manifestarlo.

Anche Campobasso accoglie il ministro con ben 200 striscioni sui balconi delle abitazioni, con scritte, “Restiamo umani“, ed anche “Campobasso schifa la Lega“. Proprio questa mattina sul balcone del PD regionale appare Bibiana Chierchia, candidata alle prossime elezioni comunali e vice Sindaco, col pugno chiuso, e uno striscione con la scritta “‘Il Molise resiste ai fascisti“.

Ma, dalla risposta di Salvini su Twitter, pubblicata la sera scorsa, si evince la retromarcia: infatti, il ministro afferma: “Confesso, alcuni striscioni contro mi divertono. Basta che non ci siano insulti o minacce di morte, basta che non ci sia violenza, tutto il resto fa parte della Democrazia“.

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Cosa ne pensa l’autore
Carmine Solmonese

Carmine Solmonese - Il diritto di manifestazione è sancito dalla Costituzione ed è inalienabile: infatti, là dove il contenuto dello striscione non abbia fini intimidatori o di offesa diretta verso la persona interessata, ogni qualsivoglia forma di espressione di dissenso e di manifestazione è un diritto sancito dalla Costituzione stessa. L'effetto boomerang era inevitabile ma, con una retromarcia del ministro, sarà possibile calmare le acque.

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