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Processo a Salvini: c’è anche il giudice Corda, quello che scarcera gli scafisti

Nel 2016 il giudice Paolo Corda liberò due nordafricani accusati di aver trasportato illegalmente 230 immigrati in Italia. Per il magistrato, quella fu un'azione occasionale, non un'attività abituale.

Politica
Pubblicato il 25 gennaio 2019, alle ore 14:15

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Processo a Salvini: c’è anche il giudice Corda, quello che scarcera gli scafisti

Tra i magistrati del tribunale dei ministri che vogliono processare Matteo Salvini, ce n’è uno, in particolare, Paolo Corda, che tre anni fa, nel dicembre del 2016, aveva già fatto parlare giornali e telegiornali per aver ordinato la scarcerazione di due scafisti nordafricani che avevano trasportato illegalmente 230 migranti in Italia.

Il giudice all’epoca dei fatti aveva accolto in pieno la tesi degli avvocati difensori, secondo cui i due imputati avevano agito “occasionalmente” e non perché affiliati a qualche organizzazione di trafficanti. Corda li aveva allora scarcerati e aveva anche rigettando la tesi della reiterazione del reato, giacché gli imputati, secondo i legali della difesa, avevano raggiunto il loro obiettivo di entrare in Italia, e quindi non avrebbero potuto ripetere il reato di immigrazione clandestina. 

I due scafisti, durante il processo, si erano difesi sostenendo di essere stati costretti a traghettare i profughi dalla Libia all’Italia. Poiché minacciati da una presunta organizzazione criminale che avrebbe anche riconosciuto loro uno sconto sul costo del biglietto per l’Italia, in cambio della disponibilità a guidare i gommoni verso il nostro Paese.

Una dichiarazione che fu però smentita dalla polizia di Stato che, durante le indagini, aveva raccolto gravi indizi di colpevolezza contro i due imputati. Indizi forniti dagli stessi testimoni presenti sui barconi, che avevano riferito di aver visto gli scafisti raggiungere accordi con i libici prima della partenza, e di aver preso una parte dei soldi che ogni clandestino aveva pagato ai trafficanti di esseri umani.

Gli inquirenti non avevano quindi avuto dubbi sulle responsabilità dei due scafisti nel trasportare i migranti. Li avevano allora arrestati e condotti in carcere, a disposizione dell’autorità giudiziaria di Ragusa. Ma, poi, era arrivato Paolo Corda a rimetterli in libertà con il solo obbligo di firma. Il giudice Corda, adesso, è quello che vorrebbe arrestare Salvini.

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Cosa ne pensa l’autore
Mario Barbato

Mario Barbato - Attività occasionale e non abituale? Faccio notare che in Australia una donna italiana per aver trasportato a sua insaputa cinque chili di cocaina nella valigia si è beccata dieci anni di carcere. "Colpevole di ingenuità", hanno sentenziato i giudici australiani. Qui, invece, basta essere delinquenti occasionali per non finire in galera.

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