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Nicola Zingaretti punta a essere il nuovo paladino degli immigrati

Il neosegretario del Partito Democratico esprime subito una linea chiara, a favore dell'accoglienza e dell'integrazione, e contraria a quella di Salvini.

Politica
Pubblicato il 5 marzo 2019, alle ore 19:39

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Nicola Zingaretti punta a essere il nuovo paladino degli immigrati

Nel Partito Democratico cambiano i personaggi, ma la linea politica resta sempre la stessa. Nicola Zingaretti, nominato nuovo segretario del PD, ha già dichiarato la sua ferma intenzione di difendere la politica dell’accoglienza portata avanti dai suoi predecessori, in primis Renzi e Martina, che hanno aperto le porte a una immigrazione a dir poco incontrollata.

Il neo leader di partito, fedele ai precetti della Sinistra buonista, e di una parte del Vaticano, non vuol sentire parlare di respingimenti alla frontiera, di porti chiusi alle Ong, di profughi bloccati sulle coste, come nel caso della Diciotti, di slogan salviniani incentrati sulla demagogia, ma punta su programmi di integrazione che possano ravvivare un Paese che invecchia e che da tempo non fa più figli.

Zingaretti riconosce che quello dell’immigrazione è un fenomeno globale che non può essere gestito solo dall’Italia ma che richiede una risposta a livello internazionale. Ciononostante, è convinto che l’integrazione sia praticabile, che i fondi messi a disposizione per l’accoglienza ci sono e che vadano spesi a vantaggio di chi si rifugia in Italia per scappare da situazioni di povertà e di persecuzioni nei loro Paesi d’origine.

Zingaretti si fa anche portavoce del programma AGI: cioè di quel progetto che prevede il rafforzamento della cooperazione internazionale in materia di flussi, l’adesione al Global Compact, un nuovo patto europeo per la gestione dei richiedenti asilo, l’abolizione del reato di immigrazione clandestina, l’apertura di corridoi umanitari e un Piano Nazionale per la Coesione e l’integrazione.

E, come tutti i politici e intellettuali della Sinistra, da Boldrini a Renzi, passando per Bonino, Saviano, Lerner, Toscani, come rapper e cantanti, fustiga la politica anti-immigratoria di Salvini, accusandolo di far leva sui timori degli italiani per raccogliere voti e consensi elettorali. Consensi che lui punta a strappare con la sua nuova leadership alla guida dei dem.

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Cosa ne pensa l’autore
Mario Barbato

Mario Barbato - I fondi per l'accoglienza ci sono? E a chi li daremo? Magari li ridaremo alle cooperative rosse che sono sotto il controllo della Sinistra e che da anni vivono sulle spalle dei migranti. Certo, con Salvini l'affare si è notevolmente ridotto. Cosa c'è di meglio, allora, di un leader buonista che garantisca la ripresa del business? Magari nascondendosi dietro la maschera umanitaria e dietro la scusa che in Italia non si fanno più figli. Anche se è un po' superata come scusa. Non vi pare?

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