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Migranti, uno storico inglese sentenzia: "Più ne prendi, più ne arrivano"

Lo storico Niall Ferguson, docente a Stanford e Harvard, sulla questione migratoria ha le idee molto chiare: "Più si aprono le porte dell'accoglienza, più migranti arriveranno".

Politica
Pubblicato il 29 gennaio 2019, alle ore 19:33

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Migranti, uno storico inglese sentenzia: "Più ne prendi, più ne arrivano"

Lo storico Niall Ferguson, docente di storia a Stanford e Harvard, ha le idee chiare sull’immigrazione: “Più si aprono le porte dell’accoglienza (sulla quale più di qualcuno lucra), più i migranti arriveranno“. Una tesi che fa eco a quanti già in passato avevano accusato la sinistra di aver praticato una politica troppo indulgente verso l’accoglienza, favorendo di fatto il traffico di esseri umani.

Lo storico americano, durante un’intervista a un giornale, ha dichiarato che l’Italia non è l’unico Paese ad aver blindato le frontiere: è l’intera Europa che ha eretto muri per mancanza di fiducia verso una comunità europea che sta mostrando tutte le sue lacune, divisa da sentimenti nazionalistici che impediscono una vera e propria integrazione politica ed economica.

Secondo lo storico, l’Italia non starebbe facendo altro che quello che da tempo stanno facendo le cancellerie europee: chiudersi a una immigrazione di massa e fuori controllo. Una realtà confermata dai continui sbarchi che sono avvenuti in Italia nell’indifferenza dei governi dell’Ue che si sono ben guardati dall’accettare politiche di redistribuzione.

Per Ferguson, le nazioni che si affacciano sul Mediterraneo sono le principali vittime dei trafficanti di esseri umani. E così, se l’Italia restringe gli accessi, allora i trafficanti vanno in Spagna, come dimostrano i dati che dicono che da quando l’Italia ha chiuso le frontiere, il flusso migratorio si è indirizzato verso la coste iberiche in modo vorticoso.

Un fenomeno irrefrenabile contro di cui il governo di Madrid sta adesso cercando di porre rimedio. Chiedendo all’Unione Europea di tagliare i fondi e gli aiuti a tutti quei Paesi Ue che rifiutano l’accoglienza dei migranti e i ricollocamenti, con chiaro riferimento all’Italia che, secondo Madrid, infrangerebbe le regole negando lo sbarco alle navi.

Nel frattempo, Ferguson lancia anche fosche profezie sul futuro dell’Europa. Considera la disintegrazione del vecchio continente come un fenomeno in atto. E punta il dito contro Angela Merkel, accusandola di aver agito in modo unilaterale, favorendo l’economia tedesca a discapito di altre nazioni europee in difficoltà, come la Grecia, l’Italia, e la Spagna.

Lo storico, inoltre, spiega cosa c’è dietro lo sbarco e l’arrivo degli immigrati in Europa, e mette sul banco degli imputati il business degli scafisti: “I trafficanti gestiscono un grosso giro d’affari e cercheranno sempre di passare. Cercano persino di far attraversare la Manica ai migranti in inverno, (il che è) incredibilmente pericoloso”.

Il mercimonio della disperazione degli scafisti sta però trovando il veto di una Europa che, dietro proclami umanitari e prediche solidali, cela l’insofferenza verso i profughi. Tant’è vero che un sondaggio di Pew, pubblicato di recente, ha mostrato come gli europei siano notevolmente ostili all’immigrazione, più degli americani stessi.

Infine, Ferguson rivela l’amara verità che emerge dai suoi studi: “Più accogli i migranti e più i trafficanti te li mandano“. Salvare le persone che si trovano a bordo di gommoni, soprattutto se bambini, è un dovere morale ma, ogni volta che c’è un salvataggio in mare, i trafficanti ricevono il messaggio che la strada verso l’Europa è aperta. E con essa i profitti. 

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Cosa ne pensa l’autore
Mario Barbato

Mario Barbato - Questa affermazione dello storico è un fatto acclarato da anni. Ma farlo capire a una certa sinistra che agisce come le tre scimmiette, ignorando il mercanteggio in Africa di carne umana, di poveracci deportati su gommoni mezzo sgonfi da scafisti, è tempo perso. Tuttavia, più la sinistra usa i temi dell'immigrazione per risollevarsi con i consensi, e più perde gradimento. Gli ultimi sondaggi, del resto, parlano chiaro: con la linea della fermezza, Salvini è salito al 35% dei consensi. Mentre la sinistra perde elettori ogni qualvolta apre bocca.

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