L’Italia ha negato agli Stati Uniti l’uso della base di Sigonella in un’operazione che ha attirato subito l’attenzione internazionale. La decisione, comunicata con riserbo nelle scorse ore, è stata presa dal ministro della Difesa Guido Crosetto, su segnalazione del Capo di Stato Maggiore della Difesa Luciano Portolano, dopo che alcuni bombardieri statunitensi avevano già lasciato le loro basi e erano in volo verso Sigonella.
Il divieto è scattato perché mancava la consultazione preventiva prevista dagli accordi internazionali tra i due Paesi, un passaggio ritenuto obbligatorio per questo tipo di operazioni. Palazzo Chigi ha voluto sottolineare che la scelta del governo non altera la solidità dei rapporti con gli Stati Uniti. In una nota ufficiale si precisa che ogni richiesta viene valutata caso per caso, nel rispetto delle indicazioni del Parlamento e delle normative vigenti.
“L’Italia agisce nel rispetto degli accordi internazionali e degli indirizzi espressi dal governo alle Camere”, afferma il comunicato, ribadendo che le basi rimangono operative e l’affidabilità internazionale è preservata. Crosetto ha confermato via social media che non esiste alcun raffreddamento nei rapporti con Washington e che le regole sulla presenza americana in Italia, in vigore dal 1954, sono note e rispettate.
L’episodio ha avuto luogo mentre i bombardieri Usa erano già in volo e il piano di volo, comunicato tardivamente, non aveva ricevuto l’autorizzazione italiana necessaria. Le verifiche preliminari hanno confermato che si trattava di operazioni non ordinarie e quindi fuori dai trattati vigenti. Crosetto aveva già chiarito in Parlamento che ogni attività non coperta dagli accordi deve ricevere preventiva autorizzazione parlamentare, confermando la linea di trasparenza adottata anche in situazioni di rischio per le truppe italiane.
Portolano, su mandato del ministro, ha informato il comando Usa del divieto, sottolineando il rispetto dei protocolli previsti. La decisione ha generato immediate reazioni politiche. Alcuni esponenti del Pd e del M5S hanno chiesto chiarimenti e riferimenti urgenti in Parlamento, sottolineando la necessità di trasparenza e controllo. Altri, come Roberto Vannacci e Raffaele Nevi, hanno elogiato la scelta, evidenziando la coerenza con i trattati e la tutela dell’autonomia italiana. Maurizio Lupi (Noi Moderati) ha aggiunto che l’Italia non intende coinvolgersi in conflitti esterni senza previa approvazione parlamentare, rafforzando l’idea che decisioni di questa portata debbano sempre rispettare le regole nazionali.