Iran, la Guida Suprema Ali Khamenei ha perso la vita dopo raid di Stati Uniti d’America e Israele

Il decesso di Ali Khamenei, confermato da Teheran dopo un’operazione militare congiunta condotta da Stati Uniti e Israele, segna un passaggio storico per l’Iran e apre una fase di forte incertezza geopolitica.

Iran, la Guida Suprema Ali Khamenei ha perso la vita dopo raid di Stati Uniti d’America e Israele

L’ayatollah Ali Khamenei, Guida Suprema dell’Iran dal 1989, è stato uccis* in un att@cco aereo congiunto di Stati Uniti e Israele che ha colpito il suo complesso residenziale a Teheran nelle scorse ore, in un’operazione militare che segna una svolta senza precedenti nella storia della Repubblica islamica.

Secondo fonti statunitensi e israeliane, Khamenei è rimasto uccis* in una serie di raid mirati che hanno colpito il suo compound nella capitale iraniana nella mattinata di sabato 28 febbraio 2026, nell’ambito di un’operazione congiunta di Stati Uniti e Israele. Le immagini satellitari diffuse nelle ore successive mostrano gravi danni al complesso, con edifici carbonizz@ti e macerie, indicando che la struttura è stata colpita con armamenti di precisione.

Il presidente USA Donald Trump e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu hanno confermato pubblicamente la scomparsa della Guida Suprema, dopo le prime indicazioni arrivate da fonti di sicurezza israeliane (con tanto di foto dell’uomo investito da schegge) secondo cui il leader iraniano era stato uccis* nell’att@cco. In un primo momento media e funzionari iraniani avevano smentito la notizia, ma nelle ore successive le autorità di Teheran hanno riconosciuto il decesso.

La conferma definitiva è arrivata da un comunicato del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale iraniano, letto alla televisione di Stato da un commosso giornalista, che ha annunciato la m*rte di Khamenei in seguito agli at@acchi condotti da Stati Uniti e Israele. Contestualmente, i media ufficiali iraniani hanno comunicato la proclamazione di 40 giorni di lutto nazionale e sette giorni di festività pubbliche in tutto il Paese.

L’agenzia Fars, vicina ai Guardiani della riv*luzione, ha riferito che insieme alla Guida Suprema sarebbero rimasti uccisi anche alcuni membri della sua famiglia, tra cui una figlia, un genero, un nipote e una nuora, colpiti durante il bombard@mento del compound. Altre fonti di sicurezza israeliane, citate da media internazionali, parlano di un numero significativo di alti funzionari del regime presenti nel complesso al momento dell’att@cco.

Le autorità iraniane hanno riportato un bilancio provvisorio di almeno 201 m*rti e 747 contusi a causa dell’ondata di raid che ha interessato, oltre a Teheran, diverse altre città, tra cui Karaj, Isfahan, Qom e Kermanshah. Non è ancora chiaro quante delle persone venute meno siano civili e quante appartengano alle forze arm@te o agli apparati di sicurezza. Gli att@cchi hanno preso di mira non solo il complesso residenziale della Guida Suprema, ma anche altre infrastrutture considerate sensibili, collegate alla leadership politica e militare iraniana.

Fonti iraniane hanno denunciato un’azione “illegale e illegittima”, definendola un’@ggressione su larga scala contro il territorio nazionale. Dopo la diffusione delle prime notizie sulla m*rte di Khamenei, alcune zone di Teheran hanno registrato manifestazioni di gioia, con gruppi di persone scese in strada a celebrare la scomparsa del leader ed altre persone che applaudivano dalle finestre. Parallelamente, in altre parti del Paese e in Paesi alleati dell’Iran si sono registrati raduni, proteste e momenti di raccolta in segno di lutto.

In risposta ai raid, l’Iran ha lanciato nelle ore successive missili e droni contro obiettivi israeliani e basi statunitensi nella regione, in un’escalation che ha coinvolto più teatri mediorientali. Questi @ttacchi di rit*rsione hanno spinto vari Paesi a monitorare con attenzione la sicurezza dei propri cittadini e delle infrastrutture strategiche nell’area.

La neutralizzazione della Guida Suprema si inserisce in una fase di forte tensione, arrivando dopo anni di scontro indiretto tra Iran, Stati Uniti e Israele e dopo recenti round negoziali sul programma nucleare iraniano che erano stati descritti da mediatori internazionali come “vicini a un accordo”. Il presidente Trump aveva espresso insoddisfazione per l’andamento di questi colloqui nelle ore precedenti al via libera all’operazione, definendo insufficienti i progressi registrati. Diversi governi e organismi internazionali hanno convocato riunioni d’emergenza per valutare le implicazioni di quanto accaduto e discutere eventuali iniziative diplomatiche, mentre in Iran si apre formalmente il periodo di lutto e si attendono indicazioni ufficiali sulle prossime mosse delle istituzioni. Nel momento in cui si scrive, le operazioni militari e le azioni di rit*rsione nell’area proseguono, e il quadro sul terreno resta in rapida evoluzione. 

Continua a leggere su Fidelity News