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Laura Boldrini contestata all’aeroporto di Roma:"Vergognati, prima gli italiani"

L'ex presidente della Camera è stata contestata in aeroporto al grido "prima gli italiani". E ora attacca Salvini: "Per anni mi ha associato ai reati dei migranti".

Politica
Pubblicato il 17 dicembre 2018, alle ore 19:14

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Laura Boldrini contestata all’aeroporto di Roma:"Vergognati, prima gli italiani"

Laura Boldrini non trova pace. Da quando si è schierata a difesa degli immigrati, sfilando anche sulla nave Diciotti, bloccata nel porto di Catania, si è inimicata l’intero creato. In primis gli italiani, che l’accusano di insensibilità verso un popolo stanco di essere invaso da orde di stranieri, molti dei quali delinquono impunemente per le nostre strade.

È successo così che ieri, all’aeroporto di Fiumicino, sulla linea Roma-Milano, l’ex presidente della Camera dei Deputati sia stata aggredita verbalmente da un uomo, che le ha urlato in faccia: “Vergognati, prima gli italiani”, ha detto il contestatore interpretando il pensiero che alberga nella testa di milioni di connazionali.

La Boldrini, davanti a questa protesta, non ha fatto una piega e ha puntato il dito contro Matteo Salvini, accusandolo di aver fatto un’operazione criminale nei suoi confronti associandola ai reati commessi dai migranti. Il che non corrisponde del tutto al vero, visto che la Boldrini in cinque anni ha fatto di tutto per rendersi invisa agli italiani.

Molti dei quali non hanno mai sopportato la sua propaganda a favore dell’immigrazione, il tifo per l’accoglienza indiscriminata nel Paese che invecchia, l’appoggio dato allo ius soli, le accuse di fascismo mosse contro chiunque si opponga all’invasione, la proposta di bandire movimenti come Forza Nuova o CasaPound, accusati di xenofobia e razzismo.

Ma, soprattutto, non hanno tollerato la frase della Boldrini sull’obbligo per l’Italia di cedere la sua sovranità all’Europa. Cosa le è costata anche una denuncia per attentato alla Costituzione, dato che – come recita l’articolo 1- la sovranità appartiene al popolo e non può essere delegata a organi sovranazionali, come l’Unione Europea.

Laura Boldrini aveva già assaggiato l’antipatia che vanta verso gli italiani il giorno in cui, durante il vertice di Stato tra Salvini e il premier ungherese Orban, a Milano, si era esibita in una passerella tra i manifestanti della sinistra e uno di essi le si era avvicinata sbeffeggiandola in pieno viso: “Grazie a lei, ho votato per Salvini”.

Ciononostante, l’ex presidente della Camera non ci sta a passare per nemica del popolo italiano e dice stizzita: “Per cinque anni ho fatto la presidente della Camera. Ho rappresentato lo Stato, e dire a una figura istituzionale di pensare agli italiani sottendendo che non lo faccia è un’offesa molto grave”.

Il riferimento è a quello slogan “prima gli italiani” che l’uomo in aereo le ha gridato in faccia. Un sentimento diffusissimo tra gli italiani, che stentano a usufruire degli aiuti dello Stato, come il reddito di cittadinanza, per mancanza di fondi, e poi sono costretti a vedere l’Italia spendere ogni anno 5 miliardi di euro per accogliere e integrare gli stranieri.  

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Cosa ne pensa l’autore
Mario Barbato

Mario Barbato - Quelli della sinistra sono fatti così: loro non ascoltano il popolo ma è il popolo che deve ascoltare loro. Un gruppo nutrito di radical chic si riunisce nei salotti buoni, discute, decide, programma, senza pensare a quello che piace al popolo, ma solo a quello che piace alle lobby che li sovvenzionano. Questa però è dittatura, non è democrazia. Dittatura di una sinistra piegata ai voleri dell'élite globalista.

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Commenti
Eugenio Lanzani
Eugenio Lanzani

18 dicembre 2018 - 17:57:52

al di là delle convinzioni politiche di ciascuno, che rispetto, è semplicemente ridicolo che accusi Salvini di quello che gli Italiani pensano di Lei. Ogni volta che apre bocca il PD perde l'1%. Ma la sana e salutare autocritica dov'è finita?

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Eugenio Lanzani
Mario Barbato

19 dicembre 2018 - 09:41:31

Le parole sono un'arma a doppio taglio. Se usate male, possono ritorcersi contro. In politica, poi, questo è determinante.

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