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La Corte Europea respinge il ricorso della Sea Watch. Esulta Salvini

Salvini ha espresso soddisfazione per la decisione della corte di Strasburgo: “Conferma la scelta di ordine, buon senso, legalità e giustizia dell’Italia: porti chiusi ai trafficanti di esseri umani. Meno partenze, meno morti. Indietro non si torna”.

Politica
Pubblicato il 25 giugno 2019, alle ore 19:15

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La Corte Europea respinge il ricorso della Sea Watch. Esulta Salvini

La Corte di Giustizia Europea ha respinto il ricorso della Sea Watch contro il Decreto Sicurezza bis del governo italiano. Il braccio di ferro tra la Ong tedesca e il governo va avanti da ormai 13 giorni, e non sembra trovare una soluzione, nemmeno da parte degli altri Paesi europei, Olanda in primis, la cui bandiera sventola sul natante e che, secondo Salvini, dovrebbe farsi carico del problema.

Il Viminale ha vietato all’imbarcazione l’ingresso nelle acque territoriali italiane, pena la confisca della nave e una multa salata. La “capitana” della Sea Watch proprio questa mattina ha fatto sapere di voler forzare il divieto imposto dal Viminale, per poter far sbarcare i migranti in Italia. Ma Salvini è irremovibile: “Possono restare a galleggiare in mare fino a Natale”.

Il governo ha chiesto all‘Olanda di interessarsi della vicenda, ricevendo in cambio un silenzio assordante. Stessa cosa ha fatto la Germania: cinquanta comuni hanno dato disponibilità per l’accoglienza, ma il ministro degli Interni Sehofer ha chiuso le porte alle possibilità di sbarco, facendo capire chiaramente che i migranti non andranno in Germania.

La situazione, dunque, non si sblocca. Salvini ha commentato così il verdetto della Cedu: “Anche la Corte Europea di Strasburgo conferma la scelta di ordine, buon senso, legalità e giustizia dell’Italia: porti chiusi ai trafficanti di esseri umani e ai loro complici. Meno partenze, meno sbarchi, meno morti, meno sprechi. Indietro non si torna”.

La sentenza di Strasburgo arriva dopo quella del Tar che aveva respinto il ricorso contro il divieto imposto dal Viminale. Il braccio di ferro dunque continua e, a quanto pare, è destinato a durare a lungo. Unica prospettiva, finora paventata, è quella di un’azione illegale della capitana della Sea Watch, che si è detta disposta a forzare il posto di blocco imposto dal Viminale. Vedremo come finirà.

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Cosa ne pensa l’autore
Mario Barbato

Mario Barbato - La consapevolezza che la Sea Watch sia in errore adesso è confermata anche dall'Europa. Un Decreto firmato da un governo va rispettato, non violato. Anche perché, se Roma dovesse far sbarcare questo natante, rischierebbe di creare un pericoloso precedente. Con la conseguenza che tutte le Ong che verrebbero dopo si sentirebbero autorizzare ad approdare in Italia, violando la sovranità nazionale, e trasformando il Decreto Sicurezza bis in un pezzo di carta straccia.

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