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Il botta e risposta tra Salvini e l’Europa. Bruxelles: Stai sbagliando. Salvini: Fatevi i fatti vostri

L'attacco a Bruxelles: "Agevolano gli scafisti e le Ong". Francia, Germania e Lussemburgo si schierano con la comandante della Sea Watch Carola Rackete. Il ministro dell'Interno risponde a tono e li invita a non intromettersi negli affari italiani.

Politica
Pubblicato il 1 luglio 2019, alle ore 19:16

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Il botta e risposta tra Salvini e l’Europa. Bruxelles: Stai sbagliando. Salvini: Fatevi i fatti vostri

Matteo Salvini non arretra di un millimetro sull’immigrazione e torna ad attaccare l’Europa con una veemenza e una determinazione che ricordano da vicino il braccio di ferro tra Bettino Craxi e la Casa Bianca sulla crisi di Sigonella. Il ministro dell’Interno ha infatti accusato l’Europa di intromettersi troppo in questioni che riguardano solo l’Italia, e non certo i Paesi che i migranti li respingono.

Il riferimento è soprattutto a quelle nazioni, come Francia e Germania, che sono scese in campo in favore di Carola Rackete. “A Bruxelles fanno finta di non capire e agevolano il lavoro di scafisti e Ong”, ha dichiarato il leader della Lega, sottolineando come dietro l’operato delle Ong si nascondano interessi politici ed economici che prima si sospettavano e che adesso sono diventati certezze.

Le dichiarazioni di Salvini non sono passate inosservate alle cancellerie europee. Il primo a rispondere è stato il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier che ha fortemente criticato l’arresto della Rackete, ricordando che l’Italia non è uno Stato qualsiasi, è al centro dell’Ue, è uno Stato fondatore dell’Ue e che, quindi, deve affrontare la questione migratoria con modalità diverse.

Pronta la replica di Salvini: “Al presidente tedesco chiediamo cortesemente di occuparsi di ciò che accade in Germania e, possibilmente, di invitare i suoi concittadini a evitare di infrangere le leggi italiane, rischiando di uccidere uomini delle forze dell’ordine italiane. A processare e mettere in galera i delinquenti ci pensiamo noi”. Prima stoccata.

Il secondo è stata la portavoce del governo francese, Sibeth Ndiaye, la quale ha definito la politica anti-immigrati di Salvini come la politica dell’isteria. La risposta del ministro? “Visto che il governo francese è così generoso (almeno a parole) con gli immigrati, indirizzeremo i prossimi eventuali barconi verso Marsiglia e la Corsica. Vediamo che succede”. Seconda stoccata.

Nel botta e risposta è intervenuto anche il ministro degli Esteri del Lussemburgo che chiede il rilascio della comandante. Ricevendo una secca replica: “Ve lo ricordate il ministro lussemburghese che, urlando merda, diceva che voleva più immigrati in Europa? Adesso pretende che la comandante fuorilegge sia rimessa in libertà. Pazzesco. Ma non ha niente di meglio da fare?”. Un modo per dire di pensare ciascuno al proprio orticello

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Cosa ne pensa l’autore
Mario Barbato

Mario Barbato - La fermezza del vicepremier italiano è sorprendente. Somiglia alla stessa fermezza che Craxi usò contro l'allora presidente americano Ronald Reagan che, nel 1985, pretese che i terroristi palestinesi atterrati sull'isola di Sigonella gli fossero consegnati. In quell'occasione, Craxi fece presente agli americani che Sigonella era suolo italiano e che, quindi, spettava all'Italia risolvere il problema. Davanti all'insistenza della Casa Bianca, il "Cinghialone" arrivò perfino a schierare l'esercito contro i militari americani, costringendo gli Usa a fare marcia indietro. Erano decenni che non avevamo un ministro così. Con Salvini ce l'abbiamo. Ed era necessario per non continuare a essere calpestati da questa Europa guidata dall'asse franco-tedesco.

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Commenti
Fabrizio Ferrara
Fabrizio Ferrara

01 luglio 2019 - 19:17:46

Il signor Steinmeier probabilmente è rimasto fermo ai tempi della RSI: ora l'italia non è più lo scendiletto di Berlino.

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