Luigi Di Maio, ex leader del Movimento 5 Stelle ed ex ministro degli Esteri con un passato di venditore di bibite allo stadio, ha aggiunto un nuovo tassello alla sua carriera con la nomina a professore onorario al King’s College di Londra, uno degli atenei più prestigiosi del Regno Unito. L’incarico riguarda il Defence Studies Department, il dipartimento che si occupa di studi sulla difesa, sicurezza internazionale e politiche strategiche.
La notizia è stata resa nota sia dal diretto interessato, tramite i suoi canali social, sia attraverso il sito ufficiale del King’s College, dove Di Maio figura con il titolo di Honorary Professor. Secondo quanto riportato dalle principali testate italiane, la nomina è operativa dall’inizio del 2026 e si inserisce in un percorso che vede Di Maio già impegnato nel campo della diplomazia e della sicurezza internazionale. Dal 2023, infatti, l’ex ministro ricopre l’incarico di Rappresentante speciale dell’Unione europea per la regione del Golfo, ruolo confermato fino al 2027, che lo pone al centro dei delicati equilibri tra Europa e Paesi del Golfo Persico.
È proprio questa esperienza, maturata dopo l’uscita dal Movimento 5 Stelle e la parentesi di Impegno Civico, a costituire il principale biglietto da visita per l’ingresso nell’accademia londinese. Nel comunicato diffuso e ripreso dai media, Di Maio sottolinea che assumerà il nuovo ruolo con l’obiettivo di «contribuire al dialogo sulla sicurezza internazionale, sulle relazioni Europa-Golfo e sulle dinamiche geopolitiche». In pratica, il suo contributo si concretizzerà in lezioni, seminari e attività di confronto con studenti e docenti, all’interno di corsi dedicati alla difesa, alla politica estera e alle strategie di sicurezza.
Si tratta di un incarico accademico onorario e a titolo gratuito: non una cattedra tradizionale con obblighi didattici pieni, ma una forma di collaborazione autorevole che affianca il corpo docente stabile del dipartimento. La scelta del King’s College ha suscitato reazioni contrastanti nel dibattito pubblico italiano, tra chi legge nella nomina un riconoscimento del percorso di crescita internazionale dell’ex ministro e chi, al contrario, la interpreta come un “salto” forse sproporzionato rispetto al suo background formativo originario. Dal punto di vista dell’ateneo, però, a pesare sembrano essere soprattutto le competenze maturate sul campo: la gestione della Farnesina durante il governo Draghi, il ruolo nei dossier energetici e mediorientali, oltre all’attività svolta come inviato speciale Ue nel Golfo. Elementi che, in un contesto accademico sempre più attento alle intersezioni tra teoria e pratica, possono rappresentare un valore aggiunto per studenti e ricercatori.
La nomina di Di Maio si inserisce anche in una tendenza più ampia, che vede molte università internazionali coinvolgere ex leader politici, diplomatici e alti funzionari come Honorary Professor o visiting fellow, per arricchire la proposta formativa con testimonianze dirette dai luoghi della decisione. Nel caso del King’s College, storicamente legato agli studi su guerra, difesa e sicurezza, la figura di un rappresentante speciale dell’Unione europea per il Golfo offre un punto di vista privilegiato su una delle aree più sensibili del pianeta, tra sicurezza energetica, conflitti regionali e competizione tra potenze globali. Per Di Maio, questa nuova veste di professore onorario rappresenta al tempo stesso un riconoscimento e una vetrina internazionale, che consolida il suo posizionamento al di fuori dei confini della politica interna italiana. Lontano dalle aule parlamentari ma vicino alle aule universitarie, l’ex leader pentastellato sembra voler capitalizzare la sua esperienza di governo trasformandola in capitale simbolico e accademico, contribuendo al confronto su sicurezza e geopolitica in uno dei centri nevralgici della formazione superiore europea.