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Cinque deputati hanno chiesto all’INPS il bonus dei 600 euro: tre provengono dalla Lega, uno dal M5S e l’altro da Italia Viva

La direzione centrale Antifrode dell'INPS rivela che in questi mesi cinque deputati hanno chiesto al Governo il bonus dei 600 euro stanziati per aiutare i cittadini ad alzare la testa dopo la crisi causata dal Coronavirus.

Politica
Pubblicato il 11 agosto 2020, alle ore 08:58

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Cinque deputati hanno chiesto all’INPS il bonus dei 600 euro: tre provengono dalla Lega, uno dal M5S e l’altro da Italia Viva

Nonostante uno stipendio di tutto rispetto, a cui si aggiungono numerosi rimborsi sui trasporti, nelle ultime ore è scoppiato uno scandalo che sta facendo rumore a Montecitorio. Infatti cinque deputati, e un conduttore televisivo, hanno chiesto l’assegno di 600 euro (poi aumentato a 1.000) stanziato dal Governo con il decreto “Cura Italia” per aiutare i cittadini a superare la crisi dopo il periodo del Coronavirus.

Come svelato dal sito de “La Repubblica” a scoprire questa truffa è stata la direzione centrale antifrode, anticorruzione e trasparenza dell’Inps creata da Pasquale Tridico. L’economista negli ultimi mesi ha fatto parlare molto a causa dei numerosi down del sito per via delle numerose persone collegate al portale che chiedevano proprio il bonus elargito dal Governo.

L’attacco del mondo politico

Per una questione di privacy l’Istituto nazionale della previdenza sociale non ha fatto il nome dei cinque deputati collegati a questa storia, ma secondo le ultime indiscrezioni tre di essi provengono dal partito della Lega, mentre gli altri due sono del Movimento 5 Stelle e di Italia Viva di Matteo Renzi. Tuttavia, sulle cinque domande ricevute, solamente tre di loro (due della Lega e uno del M5S) hanno ricevuto il bonus.

Matteo Salvini ha voluto attaccare duramente i cinque deputati che hanno chiesto il bonus, lanciando la sua solita frecciatina al Governo Conte: “Che un parlamentare chieda i 600 euro destinati alle partite Iva in difficoltà è una vergogna. Che un decreto del governo lo permetta è una vergogna. Che l’Inps (che non ha ancora pagato la cassa integrazione a migliaia di lavoratori) abbia dato quei soldi è una vergogna. In qualunque Paese al mondo, tutti costoro si dimetterebbero”.

Anche Luigi Di Maio, leader del M5S, ha lanciato un duro attacco nei confronti dei cinque deputati, invitandoli ad avere il coraggio di mostrare il proprio volto per poi dimettersi: “Sono coperti dalla legge sulla privacy, ma gli italiani hanno il diritto di sapere chi sono. Fuori i nomi”. Lo stesso pensiero viene condiviso dal presidente della Camera dei deputati Roberto Fico, che invita i furbetti a restituire indietro tutti i soldi.

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Cosa ne pensa l’autore
Emanuele Novizio

Emanuele Novizio - Più hai e più ne vuoi. Questo è il motto dei politici italiani, ed è assurdo che cinque di essi abbiano chiesto quello che serviva a milioni di italiani per cercare di arginare il più possibile la crisi, mentre loro in questi mesi, oltre a percepire a occhi chiusi il loro stipendio, hanno ricevuto numerosi rimborsi.

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