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Carola Rackete: "Chiudete i profili Facebook e Twitter di Salvini". Arriva la denuncia per 22 offese

Matteo Salvini è stato denunciato da Carola Rackete per diffamazione e diffusione di messaggi di odio. Inoltre, ha chiesto di farne chiudere i canali social.

Politica
Pubblicato il 11 luglio 2019, alle ore 19:55

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Carola Rackete: "Chiudete i profili Facebook e Twitter di Salvini". Arriva la denuncia per 22 offese

È ancora battaglia aperta tra il Ministro dell’Interno Matteo Salvini e Carola Rackete. Il capitano della Sea Watch 3 aveva già annunciato la volontà di denunciare Salvini accusandolo di diffamazione aggravata e istigazione a delinquere.

Però, non è finita qui, perché chiede ai magistrati di far chiudere gli account Facebook e Twitter dai quale diffonderebbe messaggi di odio.

Il documento, che raccoglie la denuncia, è lungo 14 pagine e, al suo interno, sono contenute ben 22 offese che sono state pubblicate tra post, dirette sui social, e in televisione. Il documento, infatti, riporta che “Matteo Salvini mi ha definito pubblicamente e ripetutamente sbrufoncella, fuorilegge, complice dei trafficanti, potenziale assassina, delinquente, criminale, pirata, una che ha provato a uccidere dei finanzieri e ad ammazzare cinque militari italiani, che ha attentato alla vita di militari in servizio, che ha deliberatamente rischiato di uccidere cinque ragazzi e che occupa il suo tempo a infrangere le leggi italiane e fa politica sulla pelle dei disgraziati”.

La risposta di Matteo Salvini alla denuncia di Carola Rackete

La risposta di Matteo Salvini non si è fatta attendere, e ha ironizzato sulla possibilità che gli rimarrebbe di utilizzare solo l’account di Instagram qualora la denuncia avesse buon esito. Anche in quest’ultimo post, il ministro ha dichiarato che colei che ha proposto la denuncia, in realtà, ha speronato la motovedetta della GDF, e l’ha definita comunista tedesca. 

Il capitano Carola, però, ha spiegato ancora una volta che se ha agito così è stato per salvaguardare la salute, nonché la vita delle persone che aveva a bordo della Sea Watch 3, ribandendo il fatto che Salvini – nel definire le ONG come organizzazioni illegali – abbia causato danni d’immagine a sé stessa, in quanto rappresentante dell’organizzazione. 

Carola, inoltre, spiega che, essendo Salvini un politico di spicco per l’Italia, non può far finta di niente e non essere timorosa per le parole provenienti da una persona simile, dicendo che le parole di Salvini incitano solamente all’odio, alla perdita di umanità, oltre che alla denigrazione di tutti coloro che non rispettano le sue idee.

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Cosa ne pensa l’autore
Francesco Menna

Francesco Menna - Non vedo l'ora di sapere come andrà a finire questo scontro tra i due personaggi più chiacchierati della cronaca moderna. Sembra un testa a testa, di quelli tra i politici quando si devono candidare per una posizione di prestigio. I social di Matteo Salvini saranno davvero chiusi? E perché non ha menzionato Instagram?

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Commenti
Andrea Ferrara
Andrea Ferrara

11 luglio 2019 - 21:09:37

Si può allora tranquillamente impugnare la sentenza dinanzi alla Corte di Cassazione, forse Salvini dovrebbe fare questo per far valere i suoi diritti ma è notoriamente risaputo che alle aule di tribunale preferisca i social network.

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Andrea Ferrara
Fabrizio Ferrara

11 luglio 2019 - 21:13:06

In effetti, mi chiedo anche io come mai il governo non intervenga - nelle dovute sedi - per la tutela della dignità dello Stato italiano: Salvini fa molte chiacchiere, e pochi fatti.

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Fabrizio Ferrara
Fabrizio Ferrara

11 luglio 2019 - 21:06:38

La Corte europea dei diritti dell’uomo non ha ravvisato alcuno stato di necessità, essendo già stati fatti sbarcare i soggetti ritenuti più deboli. Per tale ragione, la discrezionalità del giudice non aveva motivo d'applicarsi.

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Fabrizio Ferrara
Fabrizio Ferrara

11 luglio 2019 - 20:41:05

No, Andrea: la violazione delle leggi non va discussa. L'aula di tribunale non è un'agorà greca né un parlamento moderno: in tale sede chi viola la legge va semplicemente sanzionato. Se ci si mette a filosofeggiare sulla possibilità di rispettare o meno la legge, è il caos.

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Fabrizio Ferrara
Andrea Ferrara

11 luglio 2019 - 20:56:33

Ci dimentichiamo l'art.133 del c.p. in tema di discrezionalità del giudice nonchè la discriminante dello stato di necessità.

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Fabrizio Ferrara
Fabrizio Ferrara

11 luglio 2019 - 19:58:57

Ricordo che già una volta un tedesco volle zittire la difformità d'opinione facendo chiudere le voci ostili: era circa un'ottantina d'anni fa, ed aveva il baffetto. Per il resto, la signorina finge di ignorare che questo casino è nato per il mancato rispetto delle leggi, non delle idee.

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Fabrizio Ferrara
Andrea Ferrara

11 luglio 2019 - 20:10:11

Anche oggi c'è qualcuno che cerca di zittire la difformità di opinione facendo rimuovere striscioni e "lenzuola" nemmeno troppo ostili. Lo fa utilizzando le nostre forze dell'ordine. E' italiano e non ha il baffetto. Per il resto qualunque violazione delle leggi va discussa in un'aula di tribunale dove chi è deputato ad entrare nel merito ha, grazie a Dio, studiato un po' di più di messer Salvini.

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