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Pubblicato il 30 novembre 2018, alle ore 15:48

Il piccolo Alex è arrivato a Roma: la speranza è una terapia innovativa

Alessandro Maria Montresor è arrivato al Bambin Gesù di Roma, il trapianto per salvargli la vita verrà effettuato a metà dicembre

 Il piccolo Alessandro Maria Montresor è arrivato oggi a Roma, al Bambin Gesù. Il bambino è nato a Londra da genitori italiani e sono il papà Paolo Montresor veneto, e la mamma Cristiana Console, napoletana. Il piccolo Alex è affetto da una grave patologia genetica scoperta poco tempo dopo la sua nascita, la Linfoistiocitosi Emafagocitica Primaria, questa patologia porta ad avere nel soggetto un difetto delle cellule del sistema immunitario che causa un’incapacità di respingere le infezioni.

Il piccolo Alex è arrivato a Roma: la speranza è una terapia innovativa

I medici tenteranno di sottoporre il piccolo ad una nuova terapia attraverso il trapianto di midollo da genitore con la manipolazione delle cellule staminali. Questa è una tecnica innovativa e il professor Franco Locatelli è uno dei maggiori specialisti al mondo in questa tecnica. Per Alex bisogna attendere settimane per ricevere il trapianto di midollo a causa dell’esecuzione di vari test preliminari e per il trattamento delle staminali, il bambino da oggi verrà sottoposto ad una serie di esami ematochimici in particolare le indagini microbiologiche e i genitori di Alex dovranno fare degli esami di screening per valutare le leggibilità alla donazione delle cellule staminali emopoietiche.

Il piccolo Alex è arrivato a Roma: la speranza è una terapia innovativa

Tutte queste procedure richiedono dei tempi tecnici e il trapianto di cellule staminali emopoietiche da geni dal genitore verso il bambino, potranno essere effettuate verso la metà di dicembre 2018.

Come ha evidenziato il Bambin Gesù, il trattamento della linfoistiocitosi emofagocitica può portare dei rischi come in tutti i casi di trapianto. Questa specie di rischi sono di tipo infettivo, ad esempio nella fase preparatoria le difese immunitarie del paziente vengono azzerate per poi essere recuperate lentamente, dopo il trapianto ci può anche essere un’infezione tossica a causa della terapia di preparazione al trapianto ed immunologica.