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Xiaomi 11T Pro 5G, 11T 5G, e 11 Lite 5G NE: trittico di camera phone con 5G

Il noto brand Xiaomi, nelle scorse ore, ha tenuto un attesissimo evento, non privo di novità sulla domotica, nel quale il focus principale si è avuto sugli smartphone, con la globalizzazione del tablet Mi Pad 5 e un adeguamento per la Smart Band 6.

Smartphone e Tablet
Pubblicato il 15 settembre 2021, alle ore 17:03

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Xiaomi 11T Pro 5G, 11T 5G, e 11 Lite 5G NE: trittico di camera phone con 5G

Nello stesso evento che ha portato all’esordio globale il già noto tablet Mi Pad 5 (6+128 GB, 399.90 euro, dal 23 Settembre) e la sua Smart Pen (99.90 euro, dal 30 Settembre), un ruolo centrale è stato detenuto dalla presentazione dei tre top gamma telefonici Xiaomi 11T Pro 5G, 11T 5G, e 11 Lite 5G NE, come da denominazione privi del suffisso Mi, animati da Android 11 sotto interfaccia MIUI 12.5.4 (con 3 anni di major update e 4 di security update), accompagnati al polso dalla Smart Band 6 addizionata di NFC per i pagamenti (54.99 euro, da Ottobre). 

Modello di punta del terzetto, lo Xiaomi 11T Pro (164.1 x 76.9 x 8.8 mm, per 204 grammi, nelle nuance Meteorite Gray, Celestial Blue, Moonlight White, da 649.90 euro) è realizzato con  un vetro Gorilla Glass Victus davanti, un vetro lucido dietro e un frame metallico come perimetro: la selfiecamera, da 20 megapixel (Selfie Night) è posta nel foro in alto al centro, all’interno del display (che, però, non comprende lo scanner per le impronte, nascosto nel tasto d’accensione a destra). Nella fattispecie, l’area visiva, in 20:9, è formata da un AMOLED da 6.67 pollici FullHD+ TrueColor, con 120 Hz adattivi di refresh rate, MEMC, 480 Hz di touch sampling, 1.000 nits massimi di luminosità (regolabile via sensore ambientale a 360°), contrasto a 5.000.000:1, e alcune modalità di conforto alla visita (Sunlight 3.0, Reading 3.0). Il retro propone una triplice fotocamera abilitata al Dual Native ISO e alla suite creativa one-click AI Cinema (Time Freeze, Magic Zoom, Slow Shutter, Freeze Frame, Night Time-LapseParallel World), con un sensore principale da 108 (f/1,75, pixel binning 9-in-1 per pixel da 2.1 micrometri, OIS, video in 8K@30 fps o 4K@60 fps, modalità notturna, HDR10+,  Audio Zoom), un ultragrandangolo (120°) da 8 (f/2.2, modalità notturna), e un telemacro da 5 megapixel (autofocus da 3 a 7 cm, f/2.4). Sul versante audio, si fanno apprezzare i due speaker stereofonici ottimizzati da Harman Kardon con predisposizione per il Dolby Atmos mentre, quanto a coinvolgimento multi-sensoriale, v’è anche un motorino per le vibrazioni.

Il processore Qualcomm Snapdragon 888 con la GPU Adreno 660 sfruttano RAM LPDDR5, da 8 a 12 GB, e storage UFS 3.1 (non espandibile) da 128 e 256 GB: la dissipazione del calore spetta a una camera di vapore. L’ampio array di connettività, comprensivo di Dual SIM con 4 e 5G VoLTE, Wi-Fi 6, Bluetooth 5.2 (con connessione verso due paia di auricolari), NFC, sfrutta la Type-C per caricare la batteria, da 5.000 mAh, rapidamente (da 0 a 100% in 17 min) secondo la tecnologia HyperCharge (Mi-FC, MTW, fogli di grafene sulla batteria divisa in due celle e attenzionata live da sensori di temperatura, carica a due vie, sicurezza TÜV Rheinland) da 120 W (con caricatore dello stesso livello). 

Un leggero downgrade del modello precedente è lo Xiaomi 11T (164.1 x 76.9 x 8.8 mm per 203 grammi, nei colori Meteorite Gray, Moonlight White, Celestial Blue, da 549.90 euro), sempre privo di IP (ma comunque resistente agli schizzi d’acqua) e con fingerprint di lato: il display è lo stesso del modello Pro, ma la selfiecamera cala a 16 (f/2.45, pixel da 1 micrometro). In compenso, il retro ha la stessa triplice fotocamera del fratello maggiore, imitato anche nella stereofonicità degli speaker che, però, non menzionano la collaborazione con HK. Presenti le stesse connettività già viste nel Pro, la batteria, da 5.000 mah, qui si carica a 67W (da spento a 100% in 36 min): cambia il cuore del device. Mediatek prende possesso delle viscere del device, con un Dimensity 1200 Ultra cui è demandato il compito di fornire il 5G, facendosi coadiuvare negli assetti mnemonici sempre con 128 o 256 GB di storage UFS 3.1, ma senza il taglio da 12 GB di RAM

Torna tra le braccia di Qualcomm, che per l’occasione ha fornito lo Snapdragon 778G per il 5G appoggiato da RAM LPDDR4x e storage UFS 2.2 (6+128, 8+128, 8+256 GB), l’11 Lite 5G New Edition (160,53 x 75.73 x 6,81 mm per 158 grammi, nei colori Truffle Black, Snowflake White, Bubblegum Blue, Peach Pink, da 449.90 euro). Il frontale palesa un AMOLED da 6,55” FullHD+, con profondità colore a 10-bit, HDR10+ e Dolby Vision, refresh rate da 90 Hz, 240 di Touch sampling, TrueColor, protezione Gorilla Glass 5, di tipo DotDisplay col foro che ospita una selfiecamera conservata a 20 megapixel. Non eguale fortuna tocca alla triplice fotocamera dietro visto che, se il sensore ultragrandangolare (1/4″, pixel da 1,12 micrometro) e il telemacro (1,5″, pixel da 1,12 μm) restano rispettivamente da 8 e 5 megapixel, quello principale scema a 64 megapixel (f/1.79, 1/1,97″, pixel binning 4-in-1 partendo da 0.7 micrometri di pixel, one-click cinema, Vlog). Lo scanner per le impronte digitali è sempre di lato, e gli speaker sono stereo: le connettività sono le stesse degli altri due modelli, con BT 5.2, NFC e Wi-Fi 6. La batteria, da 4.250 mAh, si carica comunque rapidamente, ma a 33W con un apposito caricatore incluso. 

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - Carini nel look, con materiali molto buoni, sempre con suono stereo e le ultime novità in fatto di connessioni, i nuovi Xiaomi 11 hanno processori molto performanti, e risultano fluidi anche senza 12 GB di RAM: la ricarica, specie nei primi due modelli, è straordinaria, e va apprezzato il sensore principali di questo trio di cameraphone, anche se quello macro continua a essere una primizia per pochi appassionati.

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